Solunto: Antichità distensiva

Le antiche macerie vi annoiano?
Come pure le infinite tabelle illustrative
e le guide turistiche con fare saputello?

Allora l'antica città di Solunto è proprio ciò che fa per voi! Un fatto innegabile e davvero interessante è che a Solunto moltissimi popoli dell'antichità si sono sentiti a loro agio già secoli fa. E non per caso, chi ci è già stato conosce infatti esattamente il perché: è semplicemente una stupenda località.

Che mantiene invariato il suo fascino anche e soprattutto in inverno, quando a Solunto regna una calma quasi surreale. Spezzata di tanto in tanto da qualche pecora che pascola nel verde o da qualche escursionista solitario che ammira lo stupendo panorama circostante fatto di mare e montagne. Difficile trovare luoghi altrettanto distensivi.

Autrice

Britta Bohn

Le informazioni in questa pagina provengono dalla nostra esperta della Sicilia Britta Bohn.

Britta si occupa della vita quotidiana e della vita in Sicilia da oltre 20 anni.

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Inhalt

Come raggiungere Solunto

Mappa per una gita a Solunto
  • Arrivo attraverso la SS113
  • Ritorno attraverso Porticello
  • Percorso pedonale dalla stazione fino a Solunto
  1. Parcheggio
  2. Museo
  3. Biglietteria
  4. Terme
  5. Ginnasio
  6. Casa di Leda
  7. Forum / Agorà
  8. Zona industriale
  9. Teatro
  10. Cisterna
  11. Casa delle Ghirlande
  1. Stazione 'S. Flavia-Solunto-Porticello'
  2. Bar Pizzeria 'Babilonia'
  1. Bar 'Celona'
  2. Bar 'Dolce Vita'
  3. Bar 'Basilica'
  1. Ristorante 'Tanit' - molto consigliabile
  2. Bar 'Cafè Solunto'
  3. Ristoranti di pesce nel porto
  4. Bar e pizzerie direttamente sul mare
  5. Bar e pizzerie presso alla spiaggia
  1. Casa Maria  -  8 appartamenti
  2. B&B Flavilla
  3. Casa Colibrì  -  Casa vacanza
  4. Maison Brigitte  -  Casa vacanza
  5. Casa Panorama  -  Appartamento
  6. Casa Chloé  -  2 appartamenti
  7. Casa Enza  -  Appartamento
  8. B&B Siciliò

Case Vacanze

Sicilia - Case vacanza

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The Essence of Sicily

The Essence of Sicily
Video emozionale sulla Sicilia di John Robertson

A piedi o in bici verso Solunto

Una bici per la tua vacanza in Sicilia

Se avete affittato una casa vacanza a Santa Flavia (punti viola dall'1 al 6) potrete raggiungere comodamente Solunto sia a piedi che in bici. Per farlo vi consigliamo di seguire il percorso segnato in verde.

Consiglio: L'ultimo km prima di arrivare a Solunto è relativamente scosceso, per cui potreste lasciare qui le bici attaccandole ad una staccionata o ad un palo per strada e proseguire a piedi.

Importante: un paio di brevi tratti del percorso segnato in verde percorrono in senso contrario delle strade a senso unico, vi preghiamo perciò di scendere dalle bici e spingerle per non correre rischi.

Solunto in auto

Un'auto a noleggio per la tua vacanza in Sicilia

La struttura della città di Solunto si è mantenuta intatta fino ad oggi soprattutto grazie alla sua posizione, leggermente defilata rispetto alle moderne vie di comunicazione. Per quelli che intendono visitarla però questo non rappresenta affatto un problema, anzi: la città si trova infatti soltanto a pochi km di distanza dall'autostrada A19.

Tuttavia le uscite autostradali più vicine alla città, ossia quella di Bagheria e quella di Casteldaccia (vedete la cartina in alto) non sono consigliabili a viaggiatori con poca conoscenza del luogo perché, attraverso strade serpeggianti, costringono ad attraversare in maniera caotica le due città.

Vi consigliamo invece l'uscita autostradale di Altavilla Milicia, che vi permetterà di raggiungere con maggiore semplicità la SS113 e di conseguenza anche il vicino parcheggio di Solunto (punto 2).

Solunto è comunque facilmente raggiungibile anche da tutti quei viaggiatori che hanno scelto di soggiornare nella parte orientale dell'isola. La A19 infatti porta direttamente fino a Catania ed è altresì collegata all'A20 in direzione di Messina.

Consigli pratici

Solunto - Museo e parcheggio

L'odierna città di Solunto è innanzitutto un sito archeologico che si rivolge sia agli addetti ai lavori che ai turisti. Per questi ultimi mancano purtroppo sia una minima offerta gastronomica che la presenza di negozi di souvenir.

Fortunatamente entrambe le località al di sotto di Solunto si presentano come molto accoglienti. Per mangiare e bere il problema è perciò risolto, ai souvenir possiamo comunque rinunciare.

Visitate dunque Solunto adesso, prima che manager senza scrupoli scoprano questo tesoro incontaminato e ci riversino stuole di turisti famelici. Preparate attentamente le vostre cose pensando al vostro benessere, portate con voi un piccolo cuscino e prendete comodamente posto all'interno di quel meraviglioso teatro che è Solunto.

Le foto panoramiche di questa pagina vi forniscono un primo assaggio di ciò che vi aspetta a Solunto. Sono state scattate nel gennaio 2017 e come potete vedere la fotografa aveva Solunto pressoché tutta per sé, se per una volta escludiamo le pecore naturalmente.

Avviso: Vi preghiamo di non portare con voi a Solunto alcun cavalletto o treppiede. Qui si può fotografare e filmare unicamente a mano libera. Vi chiedete allora come sono state scattate le foto panoramiche di queste pagina? Con un cavalletto "clandestino".

Per muovervi attraverso le foto panoramiche:

Mangiare e bere

Solunto - Mangiare e bere

Come abbiamo visto, Solunto è una località turistica ancora sconosciuta ai più. Il sito archeologico stesso non presenta infatti alcuna offerta gastronomica – le sottostanti località di Porticello e Santa Flavia invece sì e parecchia anche.

Per gli ospiti delle case vacanza a Santa Flavia il problema naturalmente non si pone. Lo stesso vale per chi viaggia con Trenitalia. Direttamente alla stazione troverà infatti una pizzeria con bar all'interno (punto verde 2 nella cartina). Chi ha una certa predilezione per i dolci invece dovrebbe senz'altro far visita al bar "Celona" (punto verde 3 nella cartina).

Nel caso in cui arriviate in auto vi consigliamo di prendere al ritorno la strada attraverso Porticello (linea turchese nella cartina). Vi sarà possibile parcheggiare in prossimità del punto turchese 4. Da qui potrete raggiungere in soli pochi minuti a piedi diversi bar, ristoranti e pizzerie.

Avviso: Vi invitiamo ad evitare di raggiungere direttamente in auto il porto (punto turchese 2) a causa dei pochi posti liberi che si trovano.

Vivere a Solunto

La citazione brechtiana del paragrafo precedente potrebbe anche riferirsi alla fine di Solunto. Anche se così non era sicuramente, dato che i Romani avevano vissuto qui comodamente per molti secoli. Gli ultimi ritrovamenti risalgono infatti al terzo secolo d.C.

In seguitò Solunto sprofondò in un lungo letargo conclusosi soltanto nel XIX secolo quando i primi archeologi cominciarono a risvegliare la città.

Rimane comunque un mistero il motivo per cui i Romani abbandonarono questa stupenda località. Un terremoto potrebbe esser stato la causa, nonostante quest'angolo di Sicilia non abbia mai conosciuto violenti terremoti. Anche frane e smottamenti non sembrano tanto probabili. Solunto si trova infatti su una collina e una frana avrebbe travolto le località sottostanti.

Forse il lungo oblio che ha interessato Solunto è legato ad un problema essenziale dell'isola, e cioè quello dell'approvvigionamento idrico. Oggi il problema viene risolto tramite grandi dighe di sbarramento, le quali esistevano già nell'impero Romano dal I secolo, ma non in Sicilia. Così l'acqua veniva raccolta in delle cisterne come quella qui sotto (punto rosso 10 nella cartina):

Photo Sphere Panorama della cisterna di Solunto

Ma cosa succede quando una di queste cisterne si prosciuga durante le torride e lunghe estati? E soprattutto in una città in collina come Solunto e in tempi in cui non c'erano condutture, pompe o autocisterne? Semplice, a malincuore bisogna far fagotto e andar via!

La Spa di Solunto

Se la carenza d'acqua è stata una delle cause del letargo in cui è caduta Solunto, allora i suoi abitanti hanno subito il colpo due volte.

Per gli antichi Romani infatti l'acqua era molto più che una semplice bevanda: l'acqua per loro era sinonimo di benessere. Lo testimonia anche ciò che un certo Tiberio Claudio Secondo ha impresso sulla sua lapide: "Terme, vino e amore corrompono il nostro corpo, ma è in essi che consiste la vera vita".

Naturalmente le terme di Solunto non possono reggere il confronto con gli enormi bagni di Roma. Ma ciononostante anche durante l'inverno c'era acqua calda in abbondanza. Come tutto funzionava, lo rivela questa foto panoramica (punto rosso 4 nella cartina):

Photo Sphere Panorama dello Spa di Solunto

Sul fondo delle terme venivano accatastate pietre per formare piccole colonne. Prima di queste ce n'erano molto di più e si ergevano fitte a distanza regolare una dalle altre.

Su queste colonne gli artigiani poggiavano delle mattonelle su cui poi versavano uno strato di fondo. Certo, di opere del genere ce n'erano già nell'antica Roma. Inoltre, si conosceva anche il modo di renderlo impermeabile. E così si poté creare un bacino idrico con fondo cavo. Attraverso questo gli antichi Romani convogliavano all'interno il fumo di un grande forno e potevano così concedersi un bagno caldo anche in inverno.

Il teatro di Solunto

E cosa faceva un abitante di Solunto dopo essersi rilassato a fondo nelle terme? Andava a teatro naturalmente.

Quanto già fosse importante l'intrattenimento per gli uomini del tempo lo rivela la grandezza del teatro. In confronto alle dimensioni della città infatti questo era enorme.

Fortunatamente non è rimasto molto dell'edificio che si trovava dietro il palco. Fortunatamente? Già, perché altrimenti al giorno d'oggi i visitatori che siedono nel teatro non potrebbero ammirare questa vista incomparabile (punto rosso 9 nella cartina):

Photo Sphere Panorama del teatro di Solunto

Nell'antichità questa costruzione impediva agli astanti in teatro la vista sul mare. Forse perché era davvero difficile decidere cosa fosse più interessante, se il panorama o la rappresentazione.

Queste rappresentazioni non consistevano affatto in semplici recite degli antichi filosofi Greci. Cosa che avrebbe reso sì il mare molto più interessante. Ma piuttosto, esattamente come oggi, erano le commedie che distoglievano lo sguardo dei visitatori dal mare e lo fissavano sul palco. Perché qui in fatto di costumi arano più che emancipati. Il motto era piuttosto "Droga, sesso e Rock'n'Roll". In fondo, dopo un bel bagno nelle terme, un po' di eccitazione era quello che ci voleva.

La zona industriale di Solunto

Chi la sera va a divertirsi, la mattina seguente va naturalmente anche a lavorare. Un'attività che gli abitanti di Solunto praticavano proprio al di sotto del loro amato teatro.

Oggi non avremmo alcun problema a chiamare questo quartiere "zona industriale". Quando sarete a Solunto lo riconoscerete all'istante dal grande vaso rosso (punto rosso 8 nella cartina):

Photo Sphere Panorama della zona industriale di Solunto

Le ceramiche di Solunto erano apprezzate in tutti i territori circostanti. Ma come facciamo a saperlo? I ricercatori dell'Università di Palermo hanno determinato l'impronta chimica delle antiche ceramiche di Solunto e potuto accertare che i suoi artigiani erano dei veri e propri esportatori.

Anche la lavorazione del metallo era altamente avanzata. Al tempo non si conosceva bene il motivo per cui il ferro attraverso la forgiatura diventasse particolarmente duro ma ciononostante attraverso secoli di pratica si raggiunsero risultati strepitosi.

Gli antichi artigiani padroneggiavano evidentemente l'arte del fuoco ad alte temperature. Non c'è da meravigliarsi perciò se conoscessero già un materiale che potremmo considerare relativamente moderno, il vetro. Naturalmente non mancava la dimestichezza con altri materiali meno "caldi", come il legno o la lana.

Oggi consideriamo Solunto come un sinonimo di tranquillità e relax, ma 200 anni fa era davvero una cittadina vivace e brulicante!

Il foro di Solunto

Tanto tempo fa l'artigianato faceva semplicemente parte della vita domestica. Ma chi è capace di essere al contempo fornaio, ceramista e fabbro?

L'alta qualità dei ritrovamenti fatti a Solunto si può far risalire unicamente alla manodopera di artigiani specializzati. Come faceva però un fabbro affamato a procurarsi il suo meritatissimo pane? Domanda stupida? Se lo comprava semplicemente?

Ok, ma per farlo un fornaio non bastava mica, servivano anche un negozio, dei soldi e qualcuno che dettasse le regole del gioco. Un gioco che si svolgeva nell'antichità prevalentemente attorno ad una piazza al centro della città.

Gli antichi Greci la chiamavano "Agorà", i Romani parlavano invece di "Forum". Naturalmente per gli storici ci sono grandissime differenze fra le due, noi semplici visitatori della Sicilia la facciamo più semplice e ci immaginiamo davanti a una serie di botteghe e lì, dove adesso pascolano le pecore, un piccolo municipio (punto rosso 7 nella cartina):

Photo Sphere Panorama del foro di Solunto

La palestra di Solunto

Che i nostri antichi abitanti di Solunto fossero avvezzi al benessere e all'intrattenimento frivolo è un fatto che non deve trarre in inganno. Gli antichi Greci esageravano infatti anche con la guerra. C'era bisogno perciò di essere preparati.

La guerra allora consisteva soprattutto nella lotta corpo a corpo uomo contro uomo. Molto dipendeva quindi dalla forma fisica. La palestra perciò non è assolutamente una moda recenta. Gli antichi Greci erano usi chiamarla Gymnasion (nessun errore di battitura). Nell'immagine seguente potete vedere i resti del Gymnasion di Solunto (punto rosso 5 nella cartina):

Photo Sphere Panorama des Gymnasion von Solunto

Poco a poco i centri bellici si svilupparono in centri di istruzione, delle vere e proprie scuole. L'origine sportiva di quelle istituzioni tuttavia non scomparì mai. Non c'è quindi da stupirsi se due parole che sembrino non avere nulla a che fare una con l'altra derivino dalla stessa parola greca: ginnastica e ginnasio.

Come molte altre cose, i Romani ripresero dai Greci anche l'idea del Gymnasion, al quale tuttavia aggiungevano spesso qualcosa che già conosciamo, le terme.

Solunto città della scienza?

Solunto - Astrolabium

Gli antichi Greci avevano un Olimpo molto variegato. Tuttavia le loro divinità non vietavano assolutamente agli uomini di spiegare scientificamente i fenomeni naturali, o, come si suol dire, di "attingere all'albero della conoscenza".

Al contrario anzi, e più scopriamo sugli Antichi più siamo meravigliati dagli straordinari progressi scientifici del tempo. Uno dei maggiori scienziati di allora era addirittura siciliano, il noto Archimede. Che non abitava però a Solunto, bensì a Siracusa, ciononostante anche qui la scienza ha lasciato ai posteri delle tracce stupefacenti.

Sul pavimento della cosiddetta "Casa di Leda" gli archeologi hanno scoperto un mosaico che rappresenta una carta del cielo (Astrolabium). In questa foto panoramica si trova sotto al piccolo tetto (punto rosso 6 nella cartina):

Photo Sphere Panorama della casa di Leda von Solunto

Nessuno è riuscito a scoprire finora a chi appartenesse la casa. Si chiama "Casa di Leda" soltanto perché al suo interno vi è stata trovata una rappresentazione di "Leda con il cigno".

Particolarmente misteriosa rimane la ragione per cui qualcuno abbia realizzato un Astrolabium con un mosaico, scelta che a mala pena ne permette l'utilizzo. Sicuro è che non si tratta della fantasia allucinata di qualche muratore da due soldi. Altrimenti ci saremmo trovati di fronte un Picasso ante litteram e non alle prese con uno strumento astronomico.

Che la casa fungesse invece da osservatorio astronomico? O ci viveva un appassionato di scienza come Archimede le cui tracce però sono andate perdute nei secoli del lungo letargo della città? Probabilmente non potremo mai saperlo...

La casa delle ghirlande

Solunto ha ancora un'altra casa piuttosto vistosa da offrire ai propri visitatori. Gli archeologi l'hanno battezzata "Casa delle ghirlande" a causa dei dipinti che decorano le pareti, dei quali oggi si scorge purtroppo soltanto l'ombra. La ragione per cui nonostante questo la casa continua ad affascinare chi la visita ce la mostra questa foto panoramica (punto rosso 11 nella cartina):

Photo Sphere Panorama della casa delle ghirlande di Solunto

E' per il mosaico bianco come la neve del pavimento e naturalmente anche per la posizione ai margini della città. Anche se si trattava di una marginalità particolare: direttamente accanto al teatro e al foro, la casa si trovava a brevissima distanza dalle più importanti piazze pubbliche della città. Dall'altra parte si presenta invece una vista sconfinata sul golfo di Termini Imerese.

Unica pecca, le terme pubbliche erano alquanto distanti. Ma forse i proprietari disponevano di bagni privati? Per le classi elevate non era poi così strano. E che la "Casa delle ghirlande" appartenesse ad un membro dell'alta società è pressoché sicuro. Anche se ne mancano purtroppo le prove evidenti. Ma noi non ce ne crucciamo più di tanto e continuiamo a goderci il panorama come facevano presumibilmente i vecchi proprietari.

Volete sapere di più?

Solunto - Capra curiosa

Archeologi e storici non si accontentano naturalmente di un bel panorama e continuano a cercare strenuamente indizi e prove su come vivevano gli uomini a Solunto.

Finora i ritrovamenti fatti sul sito sono stati numerosissimi e molti di questi si trovano adesso al Museo di Solunto e soprattutto al Museo Archeologico "Antonio Salinas" di Palermo.

A chi volesse approfondire consigliamo la lettura del libro di Alberto Sposito "Solunto: Paesaggio, Città, Architettura". Alberto Sposito è uno dei maggiori conoscitori di Solunto. Il suo libro offre un quadro completo dello stato della ricerca archeologica a Solunto.

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