Sicilia

Vacanze in Sicilia – Come godersi l'estate anche in inverno

Avviare il video "Spot Sicilia Mito in un Isola di Luce"

La Sicilia, a dispetto delle caratteristiche ambientali di cui dispone, non è ancora riuscita ad esprimere pienamente il suo potenziale turistico: vuoi per mancanza di intraprendenza da parte dei suoi abitanti, vuoi per una certa ristrettezza di vedute di tutto il comparto turistico, quest'isola non riesce ancora a vivere di turismo per l'intero anno, a discapito proprio dei turisti stessi, che ancora poco sfruttano la possibilità di visitare questa fantastica terra durante i mesi invernali.

Un periodo durante il quale potreste avere ad esempio la possibilità più unica che rara di far visita ai sei siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO presenti in Sicilia in completa tranquillità, quasi fossero lì solo per voi. L'afflusso turistico nettamente meno intenso non è comunque l'unico motivo per scegliere la Sicilia come destinazione invernale: trovandosi ad appena 37° a nord dell'equatore, l'isola gode in media di quattro ore di sole al giorno e si trova sullo stesso meridiano dell'Arizona, delle Azzorre e della Tunisia, essendo però la più economica tra queste opzioni e probabilmente anche la più sicura.

Perché va detto, nonostante alcuni film entrati nell'immaginario collettivo abbiano contribuito a fortificare l'idea che la Mafia renda pericolosa e invivibile la Sicilia, quest'isola è oggi fra i posti più sicuri al mondo per i turisti: nonostante i locali debbano ancora per certi versi farci i conti, fortunatamente il tempo delle stragi e delle uccisioni alla luce del sole è finito da tempo, la Mafia di oggi è diversa, è politica ed economia, giacca e cravatta hanno purtroppo preso il posto di coppola e lupara.

Una vacanza in Sicilia è un'esperienza ricchissima di sorprese, ma tra tutte, queste sono le quattro che colpiscono di più i suoi visitatori:

  • Prima sorpresa:
    Nonostante il clima arido che la caratterizza, la Sicilia è un'isola ricchissima di vegetazione che conta sul suo territorio 76 riserve naturali, due volte il numero di quelle presenti in Toscana. In Sicilia potrete così arricchire la vostra vacanza al mare con moltissime escursioni entusiasmanti che non fanno certo parte dei classici percorsi turistici.
  • Seconda sorpresa:
    Le spiagge siciliane sono meno affollate di quanto si crede. Dalla fine di agosto in avanti, quando i locali ritornano al lavoro e a scuola, sono infatti praticamente deserte. Il sole al contrario continua a splendere per tutto l'autunno, e l'acqua non raggiunge temperature proibitive prima di novembre. Alcune delle case vacanze che vi consigliamo si trovano ad appena due passi dal mare o dispongono addirittura di una spiaggia privata, proprio quello che ci vuole per realizzare la vacanza dei vostri sogni.
  • Terza sorpresa:
    Lungo la sua storia più che millenaria la Sicilia ha visto avvicendarsi sul suo territorio innumerevoli dominazioni che hanno contribuito tutte alla cultura e alla storia dell'isola. In nessun altro luogo avrete la possibilità di ammirare monumenti e addirittura intere città che raccontano allo stesso modo la storia e la civiltà del Mediterraneo, del Nord Africa e del vicino Medio Oriente.
  • Quarta sorpresa:
    Una vacanza in Sicilia è meno costosa di quanto possiate credere. Persino nella centralissima piazza del Duomo di Cefalù potrete consumare un pasto eccellente con appena dieci Euro. Pensate che a Venezia potreste soltanto ordinare un cappuccino allo stesso prezzo.

Ad ogni modo, queste quattro sorprese sono soltanto un piccolo assaggio, la Sicilia ha infatti molto di più da offrire, in tutti i sensi e per tutti i sensi. Trip Tipp vi porterà alla sua scoperta nei prossimi due capitoli.

Indice

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Capitolo I:  La Sicilia, un enorme set fotografico

Ammettetelo, anche a voi non appena si parla di Sicilia viene in mente la parola Mafia, no? Non crucciatevene, la colpa non è vostra, in fondo la parola "Mafia" venne coniata proprio qui nel XIX sec. Da allora tuttavia molto è cambiato e sulla Mafia sembra oggi incombere un'inevitabile quanto mai desiderabile fine.

Il mito del Padrino tuttavia rimane, continuando ad incuriosire ed attrarre visitatori. Visitatori che vengono poi puntualmente sorpresi da quanto la Sicilia abbia da offrire e che esprimono al meglio il loro stupore come fotografi, immortalando i favolosi paesaggi che incontrano durante la loro vacanza.

I più abili fra loro riescono persino ad implementare i loro lavori in Google Maps o Google Views. A noi non resta che darvi un assaggio di questi straordinari paesaggi. Per muovervi virtualmente al loro interno:

  • cliccate sul cerchio verde al centro dell'immagine per iniziare il tour e
  • muovete l'immagine con l'aiuto del mouse a vostro piacimento verso destra, sinistra, il basso o l'alto.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: Scala dei Turchi

Scala dei Turchi

Difficile da credere, ma quella di cui è composta la Scala dei Turchi è effettivamente una pietra naturale. Una pietra talmente bianca che in contrasto ad essa anche il blu del mare appare nettamente più intenso.
La panoramica di questo spettacolo naturale unico è stata realizzata da Gianfranco Guccione.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: la spiaggia di San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo

Durante l'estate non volete fare altro che tuffarvi nel Mediterraneo? San Vito Lo Capo è allora il posto giusto per voi.
Come mostra perfettamente la panoramica di Bing Minus, una visita è vivamente consigliata anche ad Aprile, quando avrete praticamente l'intera spiaggia a vostra disposizione.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: il duomo di Cefalu

Cefalù - Duomo

Siete innamorati delle spiagge siciliane ma dopo poco anche la più sottile della sabbia vi viene a noia? Cefalù è allora il posto che fa per voi: la più bella spiaggia della Sicilia settentrionale si trova infatti a soli due passi da un altrettanto affascinante centro storico.
La panoramica di Barney Meyer mette in evidenza il Duomo nel centro storico di Cefalù.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: il teatro antico di in Taormina

Taormina - Teatro antico

La Sicilia è la culla della cultura europea. No, non avete letto male, nonostante la marginalità che la caratterizza oggi, la Sicilia rappresentava durante l'antichità il centro del mondo.
Non stupitevi perciò se dappertutto in Sicilia potrete imbattervi nelle rovine di popoli antichi. Ne sa qualcosa Gianfranco Guccione che ci regala questa spettacolare panoramica del Teatro antico di Taormina con l'Etna che si intravede sullo sfondo.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: Vista dal castello di Erice

Erice - Vista dal promontorio

Afrodite e Venere erano le antiche Dee della fertilità e dell'amore. In cima al monte Erice gli antichi Greci e Romani dedicarono loro persino un tempio.
Si racconta inoltre che sia stato una specie di distretto a luci rosse ante litteram. La panoramica di Gianfranco Guccione mostra benissimo cosa attende qui i visitatori: una stupenda cittadina medievale mantenutasi perfettamente fino ad oggi.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: la Piazza Duomo di Ragusa

Ragusa - Piazza Duomo

A nord la riforma, a sud l'Islam e in casa menti rivoluzionarie come Galileo Galilei: la Chiesa cattolica doveva pur far qualcosa per opporsi alle forze che la mettevano in discussione. Nacque così il Barocco, in Sicilia sviluppatosi in una particolare variante.
La panoramica di Gianfranco Guccione ne mostra un esempio, piazza Duomo a Ragusa.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: trekking sull'Etna

Etna

Una delle avventure più entusiasmanti durante una vacanza in Sicilia è sicuramente quella rappresentata dall'Etna. Qui le temperature possono essere molto basse anche d'estate. Parliamo pur sempre del vulcano più alto d'Europa.
Nella panoramica di Gianfranco Guccione un gruppo di escursionisti si fa largo fra la neve e i crateri.
Photo Sphere Panorama di vacanze in Sicilia: Le Madonie in inverno

Le Madonie in inverno

Il nostro ultimo paesaggio vuole essere uno stimolo per tutti. Il motivo è semplice: la foto è stata realizzata nella riserva naturale delle Madonie in inverno, un periodo durante il quale ancora in pochi visitano la Sicilia. Non pensate anche voi sia un vero peccato?
E' per questo che la nostra panoramica non si deve a qualche viaggiatore ma proviene direttamente da Google Street View.

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Capitolo II:  Le sorprese non finiscono qui

Le quattro sorprese che vi abbiamo presentato nell'introduzione, e che si rifanno ad una classica vacanza in Sicilia spesa tra sole, mare ed Etna, non sono che un piccolo assaggio di tutto quello che la Sicilia ha in serbo per voi. Attraverso la mappa che segue avrete modo di vedere dove si trova ognuna delle attrazioni che vi descriveremo nei prossimi paragrafi.

Mappa dei sorpresi della Sicilia
  1. Mummie e catacombe – Alla scoperta dei sotterranei siciliani
  2. Fiume d'arte - La materia poteva non esserci
  3. Fiume d'arte - Piramide al 38° parallelo
  4. Gibellina - Scontro di civiltà
  5. I borghi fantasma di Mussolini
  6. Corleone - Al Pacino nel paese del Padrino
  7. Dolce & Gabbana - Moda dalla Sicilia
  8. Cinema Paradiso - Bagheria
  9. Cinema Paradiso - Cefalù
  10. Contro la Mafia a ritmo di Jazz
  11. L' eredità siciliana di Einstein
  1. Archimede - Arkimedeion
  2. Archimede - Tecnoparco Archimede
  3. Ska siciliano - La danza delle Ninfe
  4. Federico II - Stupor mundi
  5. Cosi si costruisce un tempio! - Cave di Cusa
  6. Cosi si costruisce un tempio! - Segesta
  7. I vulcani siciliani – Un paradiso rovente
  8. Sicilia – Oasi in un deserto di sale
  9. Lo zolfo e la Sicilia
  10. Ambra siciliana - Le lacrime delle figlie del sole

Mummie e catacombe – Alla scoperta dei sotterranei siciliani

Avviare il video "Le catacombe dei cappuccini di Palermo"

Nei sotterranei di molte chiese siciliane serpeggia un oscuro segreto. Tutto cominciò 500 anni fa, quando i movimenti di riforma in seno alla Chiesa cattolica portarono alla formazione di un nuovo ordine: quello dei Cappuccini.

A differenza di molti cristiani, dell'amore verso il prossimo non si fregiavano soltanto la bocca ma ne facevano una missione di vita. Ciò diede da subito molto prestigio all'ordine e ne favorì una rapida diffusione, anche in Sicilia.

Qui gli appartenenti all'ordine svilupparono una certa abitudine che ai visitatori odierni potrebbe apparire raccapricciante: i Cappuccini solevano mummificare i loro confratelli dopo la morte.

La ragione che si nasconde dietro questa pratica rimarrà purtroppo un mistero, certo è però che fossero mossi da buone intenzioni e che non volevano in ogni caso terrorizzare nessuno. Altrettanto incerto è da dove e da chi appresero la tecnica della mummificazione, nonostante siano chiari alcuni dei fattori che hanno favorito la conservazione delle mummie, e cioè il clima secco siciliano e le condizioni ambientali, asciutte e fresche, delle catacombe stesse.

Alcune di queste potete addirittura visitarle e ammirarle di persona. Si tratta delle Catacombe del convento dei Cappuccini, la più grande collezione di mummie d'Europa e una delle principali attrazioni di Palermo (punto 1 della cartina in alto). Al loro interno potrete persino conoscere Rosalia Lombardo, la più famosa "bambola" palermitana: morì nel 1920 all'età di due anni e viene da allora considerata la mummia più bella al mondo.

Fiumara d'Arte – Piramide al 38° parallelo

Avviare il video "Fiumara d'Arte 16/09/2010"

Non soltanto le mummie, bensì anche le piramidi vengono comunemente associate all'Egitto. Nel paragrafo precedente abbiamo visto come una vacanza in Sicilia possa addirittura avvicinarci alle mummie.

Con le piramidi la questione è leggermente diversa. Be', ad essere sinceri si tratta di una soltanto e non è né antica né fatta di pietra. Si tratta della "Piramide al 38° parallelo" ed è parte del progetto artistico "Fiumara d'Arte".

Promotore del progetto è l'artista e mecenate siciliano Antonio Presti. Nonostante la grande passione nutrita per l'arte contemporanea, negli anni '80 dovette subentrare al padre nell'azienda di famiglia.

Quest'azienda produceva materiale edile per la costruzione della rete stradale siciliana, operava perciò in uno dei settori più esposti alla Mafia, la cui ascesa era appena cominciata e di cui non si potevano prevedere gli sviluppi. Allo stesso modo non poté Antonio Presti.

Il quale decise di cedere l'azienda per votarsi da quel punto in avanti esclusivamente all'arte. Uno dei suoi primi progetti valse come commemorazione del defunto padre: Antonio Presti commissionò ad un amico scultore un'opera dal nome "La materia poteva non esserci" che decise di collocare non in un giardino segreto bensì sulla foce del fiume Tusa (punto 2 della cartina in alto).

Presto maturò negli artisti un'idea del tutto nuova: "Perché non inauguriamo un museo a cielo aperto con altre sculture d'arte contemporanea?". Detto fatto, nacque così "Fiumara d'Arte", la cui storia potete ascoltarla direttamente dalle parole di Antonio Presti nel video in alto a destra.

La nostra Piramide al 38° parallelo è finora l'ultima delle sculture realizzate dal progetto (punto 3 della cartina in alto). Le reazioni provocate dalle opere sono estremamente diverse: dalle più materiali "Ma è arte o immondizia questa?" alle più filosofiche "La piramide simboleggia il nostro destino di perenne conflitto tra immanenza e trascendenza."

Qualunque sia il vostro livello di sensibilità, la "Fiumara d'Arte" merita indubbiamente una visita. A chi volesse interagire maggiormente col progetto consigliamo di soggiornare nel vicino Hotel Atelier sul Mare.

Gibellina - Scontro fra civiltà

Avviare il video "Gibellina - Città d'arte"

"Ma è arte o immondizia questa?" ormai l'arte moderna deve confrontarsi con commenti del genere ovunque.

Per la Sicilia la questione è davvero particolare, perché, sorpresa, proprio qui si trova la città italiana con il più alto numero di opere d'arte moderna: Gibellina (punto 4 della cartina in alto).

Come ci si è arrivati? Nel 1968 Gibellina vecchia venne danneggiata da un terremoto così gravemente che si decise di ricostruire nuovamente la città a 10 km di distanza dal vecchio centro.

La ragione della decisione non fu tuttavia solamente sismologica ma piuttosto economica: dalla vendita del terreno infatti la Mafia, allora padrona in Sicilia, guadagnò un bel gruzzolo.

Allo sviluppo successivo della vicenda la Mafia eccezionalmente non prese parte: il sindaco di Gibellina ebbe infatti l'idea di affidare la ricostruzione della città ad artisti e architetti contemporanei. Più di cento da tutt'Italia diedero la loro disponibilità al progetto.

Nonostante (o forse proprio a causa di) tutta questa competenza, il risultato finale è da tempo motivo di discussione. I giudizi lasciati dai visitatori su TripAdvisor ne sono la prova evidente: da magnifico a eccellente, ogni valutazione è nettamente diversa dalle altre. Tra le tante quella che colpisce è però una: l'impressione comune a molti visitatori di imbattersi in una città fantasma. Le opere d'arte sono sì interessanti, la città tuttavia appare morta.

Non c'è da stupirsene, siamo in fondo alle prese con due culture cozzanti fra loro: un'avanguardia metropolitana che tenta di inculcare le proprie idee a una cittadina di campagna per giunta traumatizzata. Su una cosa però tutti i visitatori di Gibellina sono d'accordo, una visita a questa città rappresenterà comunque un'esperienza indimenticabile.

I borghi fantasma di Mussolini

Le città fantasma di Mussolini

Ammettiamolo, descrivere Gibellina come una città fantasma è quantomeno esagerato. Soprattutto perché in Sicilia di città fantasma vere e proprie ce ne sono eccome, ne è un esempio Borgo Schirò (punto 5 della cartina in alto).

No, da questa terra in passato non si estraeva dell'oro, e le palazzine diroccate non sono affatto baracche di legno, ma resistenti costruzioni di mattoni e cemento risalenti al periodo fascista.

Al tempo infatti Mussolini, rispettando il lato socialista del suo orientamento fascista, si era inimicato i baroni siciliani al grido di "Assalto al latifondo!". In Sicilia, oltre all'esproprio dei terreni, si provvide alla costruzione di nuovi borghi da dare in gestione ai contadini senza terra, uno di questi è per l'appunto Borgo Schirò. Se Mussolini non fosse stato fascista, ci si sarebbe addirittura potuti complimentare con lui. I baroni a cui aveva infatti dichiarato guerra, oltre ad essere ultraconservatori per natura, condannavano la Sicilia a condizioni di estrema arretratezza.

Proprio questa arretratezza, che interessava soprattutto l'agricoltura, era difficile da accettare per Mussolini: il granaio siciliano avrebbe potuto produrre molto di più. E proprio quel "di più" avrebbe tanto fatto comodo a Mussolini per sostenere le proprie operazioni militari. Ad ogni modo, oltre alla loro paludosa arretratezza un'altra ragione contribuiva a rendere invisi i baroni a Mussolini: non erano infatti altro che servitori dell'apparato mafioso, un sistema che certo non poteva conciliarsi con il forte potere accentrante del Fascismo.

Gli assalti al latifondo di Mussolini cominciarono tuttavia soltanto nel 1940 e finirono già tre anni più tardi con lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia. Così, nel dopoguerra, della riforma dell'agricoltura continuò ad occuparsi la democrazia cristiana e i borghi di Mussolini vennero presto abbandonati per trasformarsi nei borghi fantasma che possiamo visitare oggi, a prescindere dall'interesse che proviamo per la storia o meno.

Una visita a Borgo Schirò è un'attività ancora non molto diffusa fra i turisti, per questo mancano in questo caso utili informazioni come orari di apertura, prezzi o commenti su TripAdvisor.

Al Pacino nel paese del Padrino

Avviare il video "TheGodfather2 Simonetta Stefanelli Apollonia"

A tutti quelli che visiteranno Borgo Schirò basterà fare un giro nei dintorni per imbattersi in una delle più conosciute, e sicuramente la più malfamata, fra le città siciliane: Corleone (punto 6 nella cartina in alto).

Vi ricordate di Vito Corleone, il personaggio del Padrino interpretato da Marlon Brando nel celeberrimo film di Francis Ford Coppola tratto dal romanzo di Mario Puzo?

Il video a destra mostra suo figlio Michael Corleone (interpretato da Al Pacino) durante la visita della città in cui suo padre era cresciuto e da cui ha origine il nome della leggendaria famiglia mafiosa. Il suo vero nome tuttavia non era quello destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva ma Vito Andolini, anch'egli vittima della mafia prima di trasformarsi in carnefice a sua volta: il padre era infatti stato giustiziato dalla Mafia e il piccolo Vito, per sfuggire allo stesso destino, venne costretto a fuggire in America, dove, appena arrivato, un funzionario dell'immigrazione scambiò il luogo di nascita con il suo cognome, battezzandolo di fatto "Vito Corleone".

Ecco spiegato perché la vera Corleone attiri oggi così tanti curiosi e turisti. A dire il vero però la finzione non è andata poi così lontana dalla realtà: già nel XIX sec. Corleone veniva considerata una vera e propria roccaforte della Mafia e divenne dopo la seconda Guerra Mondiale una delle città più pericolose al mondo, come testimonia un'agghiacciante statistica del tempo (qui il documentario Rai per chi volesse approfondire) secondo la quale almeno il 20% delle morti avvenute nel paese fosse da attribuire a cause "innaturali".

Possiamo quindi dire che le forti analogie tra la finzione del Padrino e la realtà di Corleone non sono affatto casuali e continuano a spingere appassionati e curiosi a documentarsi sull'argomento alla ricerca di nuove verità e curiosità ancora poco diffuse, come quella con cui vogliamo chiudere questa piccola presentazione e che riguarda uno degli attori protagonisti del film: Al Pacino è infatti figlio di un certo Salvatore Pacino, nato, guarda caso, proprio a Corleone!

Dolce & Gabbana - Moda dalla Sicilia

Avviare il video "Behind the scenes of Dolce & Gabbana's sexy shoot in Sicily"

La Sicilia è terra d'emigrazione, l'America di immigrazione. All'inizio del XX sec. soltanto, un milione e mezzo di siciliani abbandonò la propria terra d'origine in cerca di un futuro migliore. Non devono perciò stupire le radici siciliane di Al Pacino o di altri famosi italo-americani.

Dopo la seconda guerra mondiale invece, a causa del boom economico che interessò le maggiori potenze europee, il nuovo El Dorado dei siciliani a caccia di fortuna divenne il Nord Italia.

Uno di loro si chiamava Domenico Dolce. Originario di un paese delle Madonie che oggi attrae moltissimi amanti della natura, Polizzi Generosa, in cui suo padre gestiva una sartoria, già da giovanissimo Domenico Dolce mostrò un talento non comune nel disegnare e confezionare abiti.

Tuttavia, come spesso purtroppo accade, il suo talento non poteva attecchire in Sicilia, Domenico decise pertanto di proporsi ad una casa di moda milanese. Questa apparteneva alla facoltosa famiglia Gabbana, la quale poteva vantare al suo interno un altro strepitoso talento, Stefano, coetaneo di Domenico.

I due entrarono da subito in sintonia e iniziarono a porre le basi di quella che diventò poi una straordinaria carriera di successo che affonda le proprie radici proprio in Sicilia. Una terra mai dimenticata dai due stilisti e che spesso ritorna nelle loro campagne pubblicitarie, come mostrato nel video in alto a destra (il risultato delle riprese potete invece ammirarlo qui).

Ad ogni modo, Dolce & Gabbana nei loro lavori non si avvalgono soltanto della collaborazione del regista Mario Testino, ma di moltissimi altri artisti, tra i quali anche il fotografo siciliano Ferdinando Scianna, uno dei tre membri italiani della leggendaria agenzia fotografica Magnum. Originario di Bagheria (punto 8 nella cartina in alto) proprio come un altro talento siciliano che ha collaborato spesso con Dolce & Gabbana e di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

  • I commenti su TripAdvisor sulla città natale di Domenico Dolce.

Nuovo Cinema Paradiso

Avviare il video "Cinema Paradiso Original Trailer (1988)"

Negli anni '50 anche in Sicilia la televisione, apparecchio poco accessibile ai più, non era ancora riuscita a soppiantare il cinema nella sua funzione sociale: la settima arte viveva uno dei suoi momenti più entusiasmanti e le sale dei cinematografi erano sempre piene in ogni ordine di posto.

Nella piccola città siciliana di Bagheria (punto 8 nella cartina in alto) un giovane ragazzo cominciava proprio in quegli anni a rimanere affascinato da quel fantastico mondo: Giuseppe Tornatore.

Anche lui, come Domenico Dolce, aveva cominciato sin da giovanissimo a mostrare uno straordinario talento e una spiccata sensibilità artistica, nel suo caso però nel campo della fotografia.

Successivamente, durante gli anni del liceo, emerse il suo secondo talento: quello di regista. Già alla tenera età di 16 anni riusciva infatti a mettere in scena opere teatrali del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, un'impresa tutt'altro che semplice.

I due talenti espressi in gioventù da Giuseppe Tornatore finirono inevitabilmente col trasformarsi in una serissima vocazione da regista e sceneggiatore. I suoi primi film, in larga parte documentari, li girò in Sicilia ma era chiaro che l'isola divenisse a poco a poco troppo stretta per lui e che la realizzazione dei suoi sogni da regista non poteva non passare dagli studi di Cinecittà di Roma.

Nonostante la partenza il legame con la sua isola rimase strettissimo nel tempo, e fu proprio una delle ragioni che sancirono il successo internazionale di Tornatore: negli anni '80 infatti, quando il mondo del cinema sembrava morto da tempo, ebbe l'idea di farne rivivere i tempi d'oro, quelli insomma che avevano segnato la sua giovinezza, in un film.

Chiamò il film Nuovo Cinema Paradiso, lo portò nelle sale nel 1988 ma… niente, un flop completo. Destino volle però che quella non fosse la fine del film: come in tutte le fiabe c'era ancora posto per un lieto fine. Ne fu protagonista il proprietario di un cinema di Messina che credeva molto nel film e che ebbe una straordinaria quanto semplice idea per rilanciarlo: gli spettatori avrebbero deciso se pagare o meno soltanto dopo aver visto il film.

Fu un successo strepitoso che andò oltre ogni più rosea aspettativa: Nuovo Cinema Paradiso ottenne infatti un Oscar, un Golden Globe e moltissimi altri riconoscimenti. E se non bastasse il successo del film ha anche accresciuto il fascino dei luoghi in cui si svolsero le riprese: Bagheria (punto 8 della cartina in alto), la città natale di Tornatore, e Cefalù (punto 9 della cartina in alto), la meravigliosa città sulla costa settentrionale della Sicilia.

Contro la Mafia a ritmo di Jazz

Avviare il video "spasimo jazz night gianluca pellerito e gigi cifarelli agosto 2008"

Adesso passiamo a una delle più incredibili sorprese che vi attendono in Sicilia: Palermo è una delle metropoli Jazz d'Europa!

Sicuramente tra le tante cose che avreste potuto associare a Palermo non avreste mai pensato al Jazz, e tanto meno a Palermo come metropoli del Jazz, giusto? Intanto è così.

Il video a destra ne è la prova. E' stato realizzato nel 2008 nella chiesa "Santa Maria dello Spasimo", o meglio, all'interno di ciò che della chiesa rimane. Questa venne infatti utilizzata soltanto per 70 anni dopo la sua costruzione e successivamente acquistata dalla città.

L'uso laico tuttavia non ne segnò la fortuna, anzi, lo "Spasimo" seguì lo stesso destino del quartiere in cui si trova, la Kalsa, e cadde in rovina sotto i colpi inferti dal controllo territoriale mafioso. Fino al 1985, quando un certo Leoluca Orlando fu eletto sindaco di Palermo ed ebbe inizio quel periodo di riscatto civico che dura fino ad oggi.

Il neosindaco cominciò innanzitutto a promuovere iniziative culturali in stretto rapporto con il territorio. Tra queste iniziative anche il restauro delle mura dello Spasimo e delle costruzioni vicine, eccezion fatta per il tetto della chiesa, che rimase aperto, non per mancanza di fondi ma per creare appositamente uno spazio magico e spettacolare che potesse ospitare eventi culturali di ogni genere.

Uno degli edifici vicini ospita oggi la scuola di Jazz della Fondazione The Brass Group, diventata ormai una vera e propria fucina di talenti come potete vedere dal video in alto a destra. Il batterista (Gianluca Pellerito) nel video non era infatti che un ragazzino di appena 14 anni ai tempi delle riprese ed è poi diventato un artista riconosciuto a livello internazionale e leader di numerosi gruppi.

La fondazione The Brass Group non si occupa soltanto di coltivare giovani talenti, ma gestisce altresì l'unica orchestra Jazz italiana riconosciuta a livello regionale, l'Orchestra Jazz Siciliana. L'aggettivo "siciliana" non la relega tuttavia in una posizione di marginalità, all'opposto anzi: l'orchestra compete da pari a pari con istituzioni gloriose del Jazz mondiale come il Lincoln Center di New York e ha collaborato, durante i suoi 3000 concerti e oltre, con tutti i grandi del Jazz contemporaneo.

Il Jazz quindi non costituisce soltanto una piacevole sorpresa per chi visita la Sicilia, ma l'ennesima conferma del valore di chi la abita.

L'eredità siciliana di Einstein

Avviare il video "CROZZA - ZICHICHI VS ZICHICHI"

Che la Sicilia abbia generato e continui a produrre, consentiteci il termine, eccellenti personalità dal punto di vista artistico è un fatto che non sorprende più nessuno.

Siamo però sicuri che la prossima sorpresa di cui vi parleremo vi lascerà davvero di stucco: anche in campo scientifico infatti la Sicilia riesce ad imporsi grazie a cervelli fuori dal comune e alla promozione della ricerca.

Al centro di questo scenario troviamo il fisico Antonino Zichichi (l'uomo seduto a sinistra nell'immagine in alto). Suo campo di indagine prediletto è la fisica delle particelle, la sua città natale Trapani.

I fisici delle particelle cercano di scoprire da cosa hanno avuto origine il nostro mondo e il cosmo intero. Per farlo scagliano ad incredibile velocità microscopiche particelle di materia attraverso enormi tubi. Alla fine del loro percorso le particelle accelerate urtano contro una lastra di materia differente. Successivamente, in ciò che rimane di queste collisioni, gli scienziati cercano le risposte ai grandi interrogativi ancora aperti della fisica.

Ciò che a prima vista potrebbe sembrare come un parco giochi tecnologico per scienziati eccentrici, ha trovato nel frattempo anche importanti applicazioni pratiche: in una di queste ad esempio la lastra di materia all'estremità dei tubi viene sostituita con delle cellule cancerogene.

Tornando a parlare di Antonino Zichichi, oltre che nell'attività di fisico ricercatore, ha mostrato il suo talento in altri ambiti, dalla politica alla religione, facendo soprattutto parlar di sé per la sua posizione nei confronti di quest'ultima. Per quanto possa sembrare strano, il nostro scienziato è infatti un fervente credente cattolico che non ha mai ufficialmente accettato la teoria dell'evoluzione, nonostante anche la Chiesa si sia arresa alle evidenze già da tempo.

Alcune delle sue uscite diventano perciò manna dal cielo per la satira e in particolare per il suo imitatore, l'ormai famosissimo Maurizio Crozza, anche se fra i due, come potete vedere dal video in alto destra, non c'è alcun segno di conflitto.

Controverso è invece l'impegno di Zichichi nel favorire la ricerca e il lavoro dei giovani ricercatori. Per farlo ha deciso di fondare nel 1963 una scuola estiva internazionale per la fisica sul monte Erice (punto 11 della cartina in alto), alle porte di Trapani, trasformatasi nel frattempo nel Centre for Scientific Culture e in cui i temi che vengono affrontati non si limitano soltanto alla fisica.

Erice, tra l'altro, non merita una visita soltanto da parte degli amanti della scienza, la piccola città medievale in cima al monte offre infatti un'incredibile vista mozzafiato sul paesaggio circostante.

Antonino Zichichi non è fortunatamente l'unico "Einstein siciliano". Il "Centre for Scientific Culture" porta infatti il nome del fisico siciliano Ettore Majorana. A differenza del "diplomatico" Zichichi, Majorana non era capace di presentare al meglio le proprie idee e proprio a causa delle sue difficoltà comunicative si isolò sensibilmente fino a scomparire nel 1938 in circostanze poco chiare ancora oggi.

Nel saggio Ettore Majorana - Genius and Mystery [PDF, 2.1 MByte] Zichichi evidenzia il contributo apportato da Majorana alla fisica moderna. Purtroppo il saggio è comprensibile soltanto a chi mastica di fisica. Ad ogni modo, per capire il valore di Majorana basta affidarsi alle parole di un altro celeberrimo fisico italiano, Enrico Fermi, che descrive l'illustre collega così: "Esistono scienziati di prima classe che fanno importantissime scoperte e aiutano la scienza a progredire. Poi ci sono i geni assoluti come Galilei e Newton. Majorana era uno di loro."

Archimede – Il genio sconosciuto

Avviare il video "Archimede"

Nel paragrafo precedente abbiamo visto che Enrico Fermi colloca Ettore Majorana nell'olimpo degli scienziati insieme a Galilei e Newton.

Nel farlo ha tuttavia dimenticato il più grande fra tutti i geni: Archimede. Tipico, non solo i suoi risultati vengono spesso sottovalutati, ma è anche noto a pochissimi che Archimede fosse siciliano.

In realtà Archimede visse a Siracusa nel III secolo a.C. Una vacanza in Sicilia è perciò un'occasione unica per conoscere più da vicino questo genio del passato, visitando innanzitutto il Museo Arkimedeion nel centro storico di Siracusa (punto 12 della cartina in alto) o il Tecnoparco Archimede subito fuori la città (punto 13 della cartina in alto).

Ai tempi di Archimede Siracusa non era soltanto la città più potente della Sicilia, ma anche la più fervida dal punto di vista culturale e che attirava per questo scienziati e artisti da tutto il Mediterraneo. Ad ogni modo, di stimolo ad Archimede non era soltanto la città in cui viveva ma anche la casa paterna: il padre era infatti astronomo ed aveva perciò accesso alle più progredite forme di sapere. Un sapere che andava espandendosi sempre più velocemente e che aveva come obiettivo quello di spiegare empiricamente tutti i fenomeni naturali.

Quanto Archimede abbia contribuito ad accrescere quel sapere si è cominciato a capirlo soltanto da poco. Il caso di Archimede viene infatti reso ancor più interessante da una misteriosa vicenda: verso la metà del XIX sec. venne infatti scoperto il libro di Archimede Il testo, scritto in Greco antico, era di difficile comprensione pure per gli esperti di questa lingua. Il motivo è semplice, il libro era stato riciclato e il testo originale grattato via per far posto ad uno nuovo. Un atto forsennato, ci verrebbe da dire, ma che in quegli anni era forse comunissimo, vista la difficile reperibilità di un bene come la carta.

Fortunatamente chi trovò il libro si accorse subito del suo valore, ma prima che potesse essere messo al sicuro la follia della Prima Guerra Mondiale travolse l'Europa e del testo si persero le tracce. In seguito il libro riaffiorò dall'oblio soltanto nel 1998 durante un'asta di Christie e venne acquistato da un facoltoso Americano.

A questo signore tutti noi dovremmo essere grati, poiché mise il libro a disposizione degli scienziati che poterono così, con l'ausilio dei raggi x, decifrarne interamente il testo. Il contenuto del libro stravolse completamente la storia della scienza: Archimede aveva infatti già utilizzato alcuni strumenti matematici che si pensava fossero stati inventati da uomini del calibro di Descartes, Newton e Leibniz.

La distanza temporale che separa questi tre uomini da Archimede è di circa duemila anni, verrebbe quindi da chiedersi che cosa abbiano fatto gli scienziati nel frattempo e soprattutto perché non abbiano proseguito allora il lavoro del genio siracusano. La risposta è tanto semplice quanto triste: durante le guerre puniche Siracusa venne devastata dalle truppe romane e Archimede ucciso brutalmente. Così, simultaneamente, andarono perdute le opere e il loro straordinario autore.

Dopo le cose cambiarono sostanzialmente, e più che i grandi intelletti a mancare furono gli stimoli che spingono grandi uomini a grandi scoperte: alla cultura Greca e Romana seguì infatti quella Cristiana, la cui religione considerava la scienza più come un pericoloso vizio da estirpare che un'utile fonte di conoscenza.

Così, in duemila anni, la Sicilia si è trasformata da roccaforte del sapere a una delle regioni più sottosviluppate d'Europa, a tal punto che soltanto negli anni '70 del ventesimo secolo si riesce a debellare l'analfabetismo dall'isola.

Lo Ska siciliano – La danza delle Ninfe

Avviare il video "Roy Paci & Aretuska - Cantu siciliano (2002)"

Lo stalking, contrariamente a quanto si pensa, non è affatto un fenomeno moderno. Già le divinità Greche infatti vi ricorrevano. Ne è un esempio il Dio Alfeo, che porta il nome del fiume omonimo.

Questi si era innamorato perdutamente della Ninfa Aretusa, la quale non gradiva per niente le sue attenzioni e che chiese aiuto alla Dea Artemide, che per proteggerla la disciolse in una fonte.

Ma che cosa ha a che fare tutto ciò con la Sicilia? Vi starete chiedendo.

Qualcosa di davvero sensazionale: la vicenda ebbe proprio luogo in Sicilia, e più precisamente a Siracusa. Come potete notare dal punto 14 della cartina in alto, la fonte Aretusa si trova ancora lì, nell'isola di Ortigia.

E che ci sarebbe di così sconvolgente? Vi chiederete ancora.

La fonte Aretusa è una fonte di acqua dolce, il mar Mediterraneo nelle sue vicinanze è invece salato. Tutto funziona grazie a un piccolo corso d'acqua che alimenta la fonte e che scorre al di sotto del fondale marino. Una fonte d'acqua dolce in mezzo al mare: con un tale miracolo della natura non stupisce affatto che Siracusa fosse una delle più potenti città del tempo.

Rimane però una terza domanda: cosa c'entra con tutto questo lo Ska?

La risposta è contenuta nel video in alto a destra. Il nome di questa band siciliana è "Aretuska", ed è chiaramente formato dall'unione fra il nome della fonte, Aretusa, e della parola Ska. Il nome comunque non rimanda solamente al fatto che il leader della band, Roy Paci, sia cresciuto nei pressi della mitica fonte, ma anche all'impegno della band in difesa dei diritti delle donne e contro la violenza su di esse, un femminismo insomma di cui la divinità Greca Aretusa è simbolo perfetto. Come dimostra pure un'iniziativa per le pari opportunità promossa dall'Unione Europea che ha portato alla costituzione di un'associazione che si chiama anch'essa Aretusa.

Da ricordare anche l'impegno di Roy Paci in ambito di Antimafia. Il suo look da gangster e il logo marziale presente nel suo sito non sono infatti che trovate provocatorie per giocare con i luoghi comuni che interessano la sua isola.

Se durante la vostra vacanza in Sicilia volete assistere ai concerti di Roy Paci, controllate le date del suo tour sul suo sito:

Federico II – Stupor Mundi

Avviare il video "Documentario. Federico II di Svevia, Stupor Mundi - 1/7"

Con la morte di Archimede per la Sicilia cominciò un lento ma inesorabile declino che durò ben 2000 anni, fino agli anni '80 del ventesimo secolo. Qui trovate una piccola panoramica che ne riassume brevemente le epoche.

Nel Medioevo ci fu tuttavia un breve periodo di splendore culturale che stupì il mondo intero. Artefice ne fu il re Federico II di Svevia.

Federico non crebbe tuttavia nel casato degli Hohenstaufen, ma in Sicilia. Sua madre era infatti al tempo sovrana della nostra isola. Nel 1198 le succedette al trono, alla tenera età di quattro anni. Il che significò per lui essere allevato e assistito da una pletora di tutori sempre diversi.

I nobili siciliani approfittarono naturalmente della situazione per appropriarsi di quanta più terra che potevano sottraendola al re. I poveri ingenui non potevano certo immaginare che stessero inimicandosi il sovrano più brillante di tutto il Medioevo.

Diventato maggiorenne e una volta ottenuti pieni poteri si mise a capo del regno e iniziò una grande opera di riforme tesa alla costruzione di un sistema statale moderno.

Naturalmente non si trattava di una democrazia, bensì di uno stato il cui potere era fortemente accentrato attorno alla figura del sovrano. Una forma di governo dispotica ci verrebbe da dire, e invece era proprio il contrario: sotto Federico infatti vennero varate leggi rivoluzionarie per l'epoca, come la messa al bando della giustizia privata, la protezione della natura come obiettivo statale o il rafforzamento dei diritti in difesa delle donne.

La protezione della natura e la sensibilità verso di essa furono tra le questioni che più interessarono Federico. Secondo la tradizione dell'antichità anche lui pensava che ogni fenomeno naturale potesse essere spiegato scientificamente. Come Archimede prima di lui, anche Federico attingeva quindi all'albero della conoscenza per cercare di sconfiggere le tenebre dell'ignoranza.

E' perciò facilmente immaginabile perché i rapporti fra lui e il Papa non fossero proprio dei migliori. Inoltre ad infastidire quest'ultimo contribuì anche il mancato interesse dimostrato da Federico verso le crociate e il suo tentativo di non riconoscere il potere temporale del Pontefice.

Tutte queste azioni di Federico erano così insolite per l'epoca che gli venne appunto attribuito l'appellativo "stupor mundi". Se volete perciò rendere omaggio ad uno degli uomini più innovativi di sempre non vi resta che recarvi nella Cattedrale di Palermo (punto 14 della cartina in alto) e contemplare il suo sarcofago.

Così si costruisce un tempio!

Così si costruisce un Tempio

Alcuni dei templi greci meglio conservati al mondo si trovano in Sicilia. La ragione è semplicissima e non è più un mistero per nessuno: la Sicilia nell'antichità, più di duemila anni fa quindi, ha visto avvicendarsi sul suo territorio le principali civiltà del Mediterraneo e ognuna di queste ha lasciato tracce indelebili del suo passaggio.

Ciononostante le vestigia di questo glorioso passato continuano a suscitare meraviglia e stupore presso noi uomini moderni, che al cospetto di tali prodigi dell'architettura e dell'ingegneria non possiamo fare altro che rimanere stupefatti, chiedendoci nel nostro intimo: come diavolo avranno fatto i Greci a costruirli?

Senza martello pneumatico, né laser, né computer? E soprattutto senza ruspe, camion o strade? Che abbia ragione Erich von Däniken con la sua teoria degli antichi astronauti? Che siano opera di alieni venuti dallo spazio?

Per quanto questa teoria sia affascinante non renderebbe però onore alle capacità degli uomini del passato, ai quali si può forse soltanto rimproverare il non aver lasciato ai posteri un bel manuale d'architettura che avrebbe reso il lavoro di storici e archeologi meno faticoso. Fortunatamente però, durante una vacanza in Sicilia, abbiamo la possibilità non soltanto di ammirare ciò che resta degli antichi templi ma anche quella di capire come venissero costruiti.

In Sicilia infatti, nei pressi di Selinunte, possiamo ammirare un'antica cava di pietra risalente al periodo ellenistico arrivata a noi nelle stesse condizioni in cui dovevano averla lasciata gli scalpellini che vi lavoravano. A saltare all'occhio sono innanzitutto le sezioni di colonna che si trovano dappertutto, alcune di queste sono addirittura ancora per metà attaccate alla roccia.

Questa illustrazione mostra come gli archeologi immaginano che venissero realizzate le colonne, mentre questa mostra come si pensa venissero trasportate. Una volta arrivate al cantiere le sezioni venivano posizionate una sull'altra (i Greci utilizzavano delle gru già dal 600 a.C.) e rifinite: gli interstizi fra le sezioni venivano occultati e venivano poi scolpite le classiche scanalature che le colonne dei templi presentano.

Un perfetto esempio al riguardo è il famoso tempio di Segesta (punto 16 della cartina in alto). A tutta prima ciò che salta all'occhio è il buon stato generale del tempio. Uno sguardo più attento aiuta tuttavia a capire che si tratta di una costruzione ancora grezza. Le colonne infatti non sono ancora rifinite e le sezioni di cui sono composte ben riconoscibili. Come lo sono altrettanto le piccole protuberanze sulle rocce delle fondamenta. Servivano per il trasporto e venivano rimosse una volta collocate.

Sappiamo adesso come venivano fabbricati e trasportati i pezzi che componevano i templi, rimane però una questione ancora aperta: come facevano ad ottenere una così estrema precisione? E senza livella per giunta? Semplice, ricorrevano all'aiuto di un elemento che in un'isola certo non manca, l'acqua. Immaginatevi un piccolo laghetto al posto del tempio. La sua superficie, in mancanza di vento, sarà perfettamente orizzontale. Piantate poi quattro pali ai vertici del laghetto e segnate su questi il livello dell'acqua, che poi andrete a rimuovere. I segni sui pali saranno così dei riferimenti perfetti per la pavimentazione del tempio.

Come ottenere però una perfetta perpendicolarità? Anche in questo caso non necessitiamo che di semplicissimi strumenti: due pali e un paio di corde. Questa tecnica era già conosciuta agli Egizi; gli antichi Greci, grazie a un certo Pitagora, ne conoscevano anche la teoria.

Come vedete non c'è nessun bisogno di scomodare gli alieni per realizzare grandi opere, giusto un po' di logica e sudore.

I vulcani siciliani – Un paradiso rovente

Avviare il video "Riserva Naturale Macalube di Aragona"

Vulcani? Ma in Sicilia non c'è soltanto l'Etna? O no? Be', in realtà di vulcani in Sicilia ce ne sono parecchi.

Tuttavia fra questi soltanto uno è proprio grande, spettacolare e addirittura pericoloso, l'Etna. Le bocche dei vulcani presenti nella riserva naturale "Macalube" (punto 17 della cartina in alto) sono al contrario così piccole che una mano riesce ad entrarci a mala pena.

E la stessa non rischia nemmeno di bruciarsi, al contrario, i fumi di questi piccoli vulcani fanno addirittura bene alla pelle. Al posto della lava infatti sputano fuori del fango. E già gli antichi Romani ne approfittavano, utilizzavano questi fanghi a fini cosmetici e terapeutici.

In giro per il mondo di vulcani come questi ce ne sono un migliaio, la cui metà soltanto in Azerbaigian, in Europa sono invece molto rari.

Una vacanza in Sicilia offre quindi la rarissima opportunità di poter fruire di questi vulcani senza alcuna fatica. Secondo la tradizione popolare i vulcani di Macalube ebbero origine nel Medioevo in seguito allo scontro tra Arabi e Normanni: il fango che sgorga dalla terra sarebbe appunto il "sangue dei Saraceni". Un'altra leggenda vuole invece che in questa regione si trovasse un tempo una città. I suoi abitanti avrebbero provocato l'ira di una divinità che per punizione li avrebbe cacciati, insieme alla città, fra le viscere della terra.

Naturalmente queste sono tutte scemenze. Che però questi vulcani si trovino proprio in Sicilia non è affatto un caso. Questi sorgono infatti lì dove si incontrano le grandi placche che formano la crosta terrestre. Nella fattispecie si tratta di quella africana e di quella eurasiatica. In alcuni casi fra queste placche possono trovarsi dell'acqua e dell'argilla. L'acqua trasforma l'argilla in fango e la pressione esercitata dalle placche lo spinge poi da una profondità di 4-5 km fino in superficie. Eccovi spiegati i nostri vulcanelli di fango.

I vulcani di fango siciliani non sono affatto pericolosi. Soltanto in casi di forte pressione possono provocare al massimo delle grandi fontane di fango. I piccoli vulcani aumentano così le proprie dimensioni e potrebbero per questo costituire per un istante qualche pericolo. Vi invitiamo perciò a non entrare nei settori temporaneamente interdetti per evitare ogni rischio.

  • I vulcani di fango di Macalube presentati da Lega Ambiente.
  • I commenti su TripAdvisor sui vulcani di fango di Macalube.

Sicilia – Un'oasi in un deserto di sale

Avviare il video "La Cattedrale di Sale - Realmonte (AG) - Ulisse RAI 3"

Dalla terrazza della casa vacanza in cui potrete alloggiare durante la vostra vacanza in Sicilia il Mediterraneo sembra proprio sconfinato. Uno sguardo ad una carta geografica rivela però che altro non è che un mare interno, un grande lago salato potremmo dire. Un "maretto" con un unico sbocco sull'Atlantico: lo stretto di Gibilterra. Un braccio di mare che non è soltanto stretto ma anche poco profondo, qui si naviga infatti ad appena 300 m di distanza dal fondale.

E per fortuna, lo stretto infatti potrebbe restringersi ancora a causa del lento ma inesorabile movimento che spinge la placca eurasiatica contro quella africana e che provoca un impercettibile ma continuo sollevamento del fondale marino. Se questo non bastasse anche il livello dell'acqua varia sensibilmente, durante l'ultima glaciazione era infatti più basso di 100 m rispetto all'attuale.

Lo stretto di Gibilterra potrebbe quindi trasformarsi in un muro invalicabile, il gettito di acqua fresca dall'Atlantico potrebbe arrestarsi e il Mediterraneo potrebbe così evaporare lentamente. E cosa rimarrebbe infine? Un'immensa crosta di sale.

Da questo deserto di sale emergerebbero a questo punto sterminate oasi verdi, come la Sicilia appunto. Successivamente anche il deserto di sale scomparirebbe a poco a poco: il vento spargerebbe su di esso un sottile strato di pulviscolo e la pioggia lo trasformerebbe poi in uno strato di argilla sempre più spesso. Ad un certo punto anche il livello dell'acqua ricomincerebbe a salire, l'Atlantico a premere contro il muro invalicabile che si era formato sullo stretto fino a riaprirlo e il Mediterraneo a riempirsi nuovamente.

Anche se abbiamo fatto ricorso alla nostra fantasia, quello che vi abbiamo descritto non è assolutamente fantascienza bensì un fenomeno che succede di continuo, naturalmente nei tempi molto lunghi della geologia. In Sicilia insomma il sale, oltre che dal mare, lo si può pure estrarre dalla roccia.

La più spettacolare fra le cave di sale è quella presso Realmonte (punto 18 della cartina in alto). Come mostra il video in alto degli artisti vi hanno addirittura realizzato una vera e propria cattedrale, all'interno della quale si può benissimo riconoscere l'alternanza fra gli strati di argilla e quelli di sale.

Probabilmente in molti luoghi del Mediterraneo esiste qualcosa di simile, solo che qui la pressione esercitata dalla placca africana ha sospinto verso l'alto il materiale lipidico rendendocelo facilmente accessibile. Dato che la cava è ancora in funzione l'accesso ai visitatori è purtroppo vietato. E' però disponibile la domenica e nei giorni festivi per ospitare eventi religiosi o culturali. Un concerto in una cattedrale di sale, uno spettacolo unico al quale si può assistere soltanto in Sicilia.

Ad ogni modo nelle vicinanze potete trovare un altro fantastico risultato del continuo saliscendi del Mediterraneo: la Scala dei Turchi, una delle meraviglie paesaggistiche più conosciute della Sicilia.

Lo zolfo e la Sicilia

Avviare il video "cozzo disi"

Che sul suolo siciliano ci si possa imbattere nel sale può certamente sorprendere, diversa è invece la questione se parliamo di zolfo, in fin dei conti ci troviamo in un'isola attivissima dal punto di vista geologico.

Ad ogni modo tra lo zolfo e il sale possiamo trovare diverse analogie. Dobbiamo però prima specificare che quando parliamo di sale non ci riferiamo necessariamente a quello da cucina, ma a tutti i sali minerali in genere, come quelli che galleggiano nel Mediterraneo, tra cui ad esempio il solfato.

Se il Mediterraneo dovesse evaporare come abbiamo ipotizzato nel paragrafo precedente non rimarrebbe dunque soltanto il sale che adoperiamo in cucina ma anche del solfato. Il solfato è composto da zolfo e ossigeno, su quest'ultimo agiscono poi dei batteri corrosivi. La loro azione sottrae in tal modo l'ossigeno al solfato e ciò che resta non è altro che zolfo.

Lì dove c'è un'alta concentrazione di solfato e batteri avremo naturalmente anche zolfo in quantità. In determinati punti della terra inoltre l'avvicinamento delle placche continentali ne provoca la risalita in superficie. E questo è proprio ciò che accade in Sicilia.

Milioni di anni dopo alcuni siciliani scoprirono il tesoro sepolto sotto i loro piedi e grazie a questa scoperta dominarono il mercato mondiale dello zolfo durante il XIX secolo. Purtroppo però i siciliani che approfittarono di questo successo appartenevano alle classi più elevate o alla Mafia. Gli appartenenti al secondo gruppo estorcevano infatti denaro sia agli operai che ai proprietari delle miniere, sotto forma di tassa ai primi e come compenso per la protezione ai secondi. Gli operai erano perciò costretti a lavorare in condizioni disumane (come potete vedere nel video in alto) e i proprietari erano costretti a mantenere il prezzo dello zolfo troppo alto data l'enorme dispersione di denaro.

Successivamente un furbo americano trovò un metodo molto più economico per ricavare lo zolfo e che rendeva superflue le miniere. Naturalmente l'élite siciliana non fu capace di accogliere tale innovazione e così il loro zolfo divenne sempre più caro fino ad uscire dal mercato: una dopo l'altra le miniere di zolfo siciliane furono costrette a cessare la loro attività.

L'unica a sopravvivere fino alla metà del XX secolo fu quella nei pressi di Casteltermini, la miniera Cozzo Disi (punto 19 della cartina in alto). L'inevitabile fallimento che sarebbe seguito è stato fortunatamente evitato grazie alla decisione del comune di Casteltermini di rendere la miniera un museo, la cui apertura è imminente. Consigliamo perciò a tutti gli appassionati di mineralogia e agli amanti della storia di non lasciarsi sfuggire questa rarissima opportunità.

Ambra siciliana – Le lacrime delle figlie del sole

Avviare il video "Tornare indietro di 30 milioni di anni grazie ad un ambra... - Fossil amber"

Le divinità dell'antica Grecia avevano delle tendenze alquanto terrene. Apollo ad esempio non si occupava soltanto del moto quotidiano del sole ma aveva anche ambizioni da mandriano: le sue figlie si occupavano infatti del pascolo di mucche e pecore in Sicilia. Apollo tuttavia aveva anche un figlio, Fetonte.

Il desiderio più grande della sua vita era quello di riuscire a guidare il carro del padre, il quale riteneva però che fosse una cosa troppo pericolosa.

Sappiamo però che i figli ascoltano solo raramente i consigli dei genitori e così, alla prima occasione favorevole, Fetonte, con l'aiuto delle sorelle, si impossessò del carro paterno.

Immaginate quindi di far pilotare una Formula 1 ad un neopatentato e a cosa accadrebbe: una catastrofe annunciata. Ed infatti Fetonte si avvicinò troppo alla terra, fece scoppiare un tremendo incendio e perse la vita. Le sorelle, sconsolate, vennero invece tramutate per punizione in pioppi e le loro lacrime in ambra.

Dalla nostra prospettiva certi miti fanno solamente sorridere, queste storie tuttavia hanno sempre un fondamento di verità. La Sicilia è infatti conosciuta per una particolare varietà di ambra, la simetite, chiamata altresì, in coerenza con il mito greco, "lacrime delle figlie del sole".

Il nome simetite deriva dal fiume Simeto (punto 20 della cartina in alto) in quanto dall'area attorno alla sua foce proveniva la maggior parte dell'ambra siciliana. Oggi i ritrovamenti di ambra sono diventati purtroppo molto rari in Sicilia, doveste comunque essere così fortunati, adesso sapete da dove proviene: sono le lacrime delle figlie del sole.

La Sicilia, non un'isola per vecchi

Avviare il video "Sicily Teaser - Solemar Sicilia - learn Italian in sunny Sicily"

La Sicilia è sì piena di antichi tesori, ciò non significa però che ci troviamo in un grande negozio di antiquariato adatto soltanto a famiglie o a pensionati, come l'immagine che viene tradizionalmente trasmessa dalle agenzie che si occupano di turismo vorrebbe far credere.

L'errore fondamentale è che questa visione classica fornisce un quadro incompleto dell'isola, che trascura in primo luogo le moltissime offerte destinate ad un pubblico più giovane.

E' davvero un peccato, perché di queste offerte, parliamo quindi dei servizi rivolti ai più giovani, nelle aree di Palermo e Catania ne esistono davvero molte.

Entrambe le città dispongono infatti di grandi Università dallo spiccato orientamento internazionale che, grazie al programma Erasmus, ospitano ogni anno giovani provenienti da tutta Europa. Questi naturalmente non limitano la loro attività alla sfera accademica, ma approfittano anche della vivacissima vita notturna delle due città.

Inoltre i giovani che visitano la Sicilia ne approfittano anche per apprendere l'italiano: un'attività che, come mostra il video a destra realizzato da un giovane siciliano, può riservare moltissime occasioni di socialità e divertimento.

Altri consigli rivolti ai giovani che visitano la Sicilia potete trovarli ai seguenti link:

Logo Solemar Academy

Vacanza in Sicilia in Inverno

Vacanza in Sicilia in Inverno

Diciamoci la verità, non tutti immaginano le proprie vacanze invernali incollati di fronte al camino in uno chalet in montagna sulle Alpi o le Dolomiti. Il fascino di trascorrere le vacanze al caldo si sta diffondendo sempre maggiormente fra noi italiani e le scelte si circoscrivono, purtroppo, sempre di più verso i paesi tropicali. In realtà a pochissimi passi abbiamo la fortuna di avere un'isola dalle temperature sub-tropicali. In Sicilia infatti l'inverno quasi non esiste. I mesi più freddi sono Gennaio e Febbraio, ma le temperature raramente scendono sotto i 10 gradi.

L'estate si protrae fino a Novembre ormai, la primavera fa già capolino ai primi di marzo e una giornata di sole a gennaio consente persino di girare in mezze maniche.

Questo è dunque il principale motivo che ci spinge a consigliarvi la Sicilia per le vostre vacanze invernali, ma non il solo, durante l'inverno in Sicilia, oltre a potervi crogiolare al sole delle sue miti giornate invernali, avrete infatti la possibilità di intraprendere moltissime attività diverse: da quelle che in estate comporterebbero troppo sudore e fatica come la visita delle città e dei monumenti, passando per quelle che è di gran lunga preferibile fare in periodi di scarso afflusso turistico come le visite ai siti archeologici e ai musei, a quelle legate a particolari condizioni ambientali che si verificano solo in inverno (come ad esempio la formazione delle cascate all'interno delle riserve naturali).

Imparate quindi dalla lezione fornitaci dai grandi scrittori del Settecento e dell'Ottocento che di ritorno dal Grand Tour erano soliti descrivere la Sicilia come un paradiso esotico incomparabile e non lasciatevi abbindolare da viaggi verso terre lontane che di esotico potrebbero soltanto avere le malattie che potreste contrarre, scegliete la Sicilia e vi assicuriamo che non resterete delusi.

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Capitolo III:  i siti UNESCO presenti in Sicilia

Il numero dei siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO presenti sul territorio italiano è superiore a quello di qualunque altro paese al mondo. Sei di questi si trovano in Sicilia, proprio niente male per una piccola isola turistica. Quattro di questi sono di carattere culturale, gli altri due di carattere naturale.

I paragrafi successivi sono traduzioni degli articoli originali in inglese scritti da Veronica Di Grigoli. Sul suo blog, The Dangerously Truthful Diary of a Sicilian Housewife, potrete trovare altre storie avvincenti che riguardano la Sicilia.

Sicilia - Mappa dei siti dei patrimoni mondiali
  1. Valle dei Templi, Agrigento
  2. Villa Romana del Casale, Piazza Armerina
  3. Siracusa e la Necropoli di Pantalica
  1. Le città tardo-barocche della Val di Noto
  2. Isole Eolie
  3. Etna

Valle dei Templi, Agrigento

Avviare il video "Archaeological Area of Agrigento (UNESCO/NHK)"

Agrigento venne fondata dagli antichi Greci nel VI secolo a.C. e divenne brevemente e per i secoli a venire una delle più importanti città del Mediterraneo.

Fino ad oggi sono stati riportati alla luce sette templi mantenutisi in uno stato più che eccellente. Si pensa tuttavia che gran parte dell'antica città sia ancora sepolta sottoterra, anche se nessuno può sapere con certezza in che stato si sia conservata.

Chi visita la valle potrà imbattersi in un antico sistema di irrigazione che dalle montagne portava l'acqua fino in città, nei resti di case e botteghe, in un impianto fognario o ancora in una necropoli che venne addirittura usata dai Cristiani fino al IX secolo d.C.

Nelle vicinanze potrete anche ammirare i fantastici giardini arabi di Kolymbetra, dove un avveniristico sistema di irrigazione risalente al IX secolo d.C. permette la crescita di agrumi e altre piante portate qui dagli Arabi provenienti dal Nord Africa.

Villa Romana del Casale, Piazza Armerina

Avviare il video "Villa Romana del Casale (UNESCO/NHK)"

L'antica Villa del Casale venne costruita tra il III e IV secolo d.C. ai piedi del monte Mangone. Questa villa rappresenta il non plus ultra del lusso, della raffinatezza e dell'abilità artistica d'epoca romana. E si trova proprio in mezzo al nulla.

La Villa Romana del Casale venne probabilmente costruita come casa padronale attorno alla quale si estendeva un grande podere che veniva coltivato da schiavi e braccianti senza terra.

Mantenutasi in ottime condizione è in particolare la pavimentazione della Villa, ricoperta interamente da meravigliosi mosaici. Particolarmente famoso è quello presente nella stanza che doveva probabilmente fungere da palestra e che ritrae una ragazza in bikini alle prese con attrezzi ed esercizi ginnici.

La sala da pranzo invece presenta un'enorme scena di caccia in cui sono presenti uomini e animali d'ogni genere, dalle lepri e i cinghiali, alle aquile e ai caprioli. Anche dal punto di vista tecnologico la Villa era molto all'avanguardia: disponeva infatti di un impianto di riscaldamento per il pavimento come non se ne vedono da nessun altra parte.

Siracusa e la necropoli di Pantalica

Avviare il video "Syracuse - Sicily - Italy - UNESCO World Heritage Sites"

Nella Sicilia orientale l'UNESCO ha trovato davvero un tesoro inestimabile. A questo appartengono ad esempio l'antica città di Siracusa e la necropoli di Pantalica. Quest'ultima si deve ai più antichi abitanti conosciuti della Sicilia, i Sicani, i quali tra il XIII e il VII secolo a.C. scavarono nella roccia più di mille tra tombe e camere sepolcrali.

A partire dall'VIII secolo i Sicani vennero lentamente ma inesorabilmente soppiantati dai coloni Greci, i quali fondarono poi Siracusa, una città che divenne brevemente uno dei centri più attivi dal punto di vista culturale e scientifico, al punto da oscurare addirittura la stessa Atene.

Che la Sicilia recitasse un ruolo da vera protagonista nel mondo dell'antichità, e in quello greco in particolare, è un fatto poco noto ai più. Da segnalare è ad esempio lo stupore che suscita sapere che uno dei più grandi scienziati e studiosi di tutti i tempi fosse siciliano: parliamo di Archimede da Siracusa. Durante una vacanza in Sicilia avrete quindi la possibilità unica di camminare nelle stesse strade in cui Archimede corse completamente nudo in seguito all'illuminazione che gli aveva fatto esclamare "Eureka!". Immerso nella vasca da bagno aveva infatti appena scoperto il principio della spinta idrostatica, quello che a causa sua viene appunto chiamato principio di Archimede.

Il centro dell'antica Siracusa si trova sulla meravigliosa isola di Ortigia, sulla quale si trovano anche un tempio di Atena un teatro Greco e uno Romano. I Romani avevano conquistato Siracusa nel III secolo a.C. e posero così fine all'epoca Greca in Sicilia, durata addirittura 500 anni.

Le città tardo-barocche della Val di Noto

Avviare il video "Late Baroque Towns of the Val di Noto"

Nel 1693 un tremendo terremoto colpì la Val di Noto, nella parte sud-orientale dell'isola. Dato che ancora non esistevano le norme antisismiche, nessuna costruzione rimase in piedi. Proprio per questo motivo la completa ricostruzione, avvenuta secondo lo stile barocco allora in voga, delle otto città colpite dal terremoto appare oggi così stupefacente.

Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli sono le città che fanno oggi parte del complesso tutelato dall'UNESCO.

L'élite siciliana del tempo viene spesso criticata per la propria arretratezza e il proprio conservatorismo, questa vicenda tuttavia li vede protagonisti in positivo: la ricostruzione della Val di Noto venne infatti finanziata in larga parte da loro. Non si limitarono comunque al solo finanziamento ma contribuirono anche a donare all'opera di ricostruzione urbanistica un certo carattere moderno: viali ampi e spaziosi presero ad esempio il posto degli stretti e claustrofobici vicoli medievali. E' anche perciò che le città della Val di Noto rappresentano una delle vette più alte del barocco europeo.

E non è finita qui, a rendere infatti la zona più interessante contribuisce anche la specialità gastronomica per cui la città di Modica è famosa in tutto il mondo: la cioccolata. La sua produzione è totalmente artigianale e si rifà alle antiche ricette degli Aztechi, portate qui dagli Spagnoli durante il Medioevo.

Isole Eolie

Avviare il video "Isole Eolie (Aeolian Islands) (UNESCO/TBS)"

Le isole Eolie (chiamate anche isole Lipari dalla maggiore delle sette) si trovano al largo della costa nord-occidentale siciliana. L'arcipelago è formato dalle sette isole maggiori Lipari, Panarea, Stromboli, Vulcano, Linosa, Alicudi e Filicudi e da altre cinque isole più piccole. Le isole sono tutte di origine vulcanica e sono separate dalla terra ferma dal Mediterraneo, che in quest'area raggiunge una profondità di 200m.

L'UNESCO considera le Isole Eolie come patrimonio naturale dell'umanità a causa del ruolo centrale che ricoprono da circa 200 anni nella ricerca geologica e nella vulcanologia.

Naturalmente quelli che le visitano non muoiono dalla voglia di studiare ma sono più che altro affascinati dall'idea di poter entrare a contatto con un vulcano ancora attivo e possibilmente pericoloso: lo Stromboli. Un vulcano che non attrae soltanto turisti ma anche scrittori e registi. A dimostrazione di questa attrazione possiamo ad esempio citare il film con Ingrid Bergmann che porta lo stesso nome del vulcano.

Etna

Avviare il video "Etna, Patrimonio dell'Umanità (World Heritage Site)"

Anche il secondo sito naturale dell'UNESCO presente in Sicilia sputa lava: l'Etna, non soltanto il vulcano più alto d'Europa ma anche uno dei più attivi al mondo. Al suo interno infatti l'attività vulcanica non è mai interessata da pause, il che consente, agli studiosi che lo tengono sotto osservazione, di prevederne con ampio margine il comportamento.

Non stupisce perciò che l'Etna sia una delle principali attrazioni turistiche dell'isola. A sorprendere i visitatori sono al contrario le basse temperature che si possono trovare in cima, soprattutto se fino a poco tempo prima si erano ritrovati a sudare per il caldo che c'era alle sue pendici. Non fatevi ingannare però, alcune delle pietre che potrete trovare fra i suoi crateri sono così calde da non poter essere nemmeno tenute in mano.

La zona attorno al vulcano è uno degli orti più grandi della Sicilia. Il suolo qui è infatti ricco di sostanze minerali che favoriscono la crescita di un'enorme varietà di frutta e verdura. L'unico svantaggio consiste nelle cicliche colate di lava che possono inondare i campi. A causa comunque dell'ampia prevedibilità delle colate i danni provocati sono in genere piuttosto lievi e i campi riallestiti in un altro luogo in completa tranquillità.

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Capitolo IV:  Alla scoperta della Sicilia

Avviare il video "SICILIA - Opera Unica (IT)"

La Sicilia offre molto di più oltre al sole, le spiagge o la lava. Nel video a destra l'agenzia italiana per il turismo ce ne fornisce un assaggio.

Come avete visto durante una vacanza in Sicilia non c'è proprio la minima possibilità di annoiarsi. Qui ad esempio una vacanza al mare non preclude affatto la possibilità di fare delle escursioni in montagna. In quale altro luogo potreste avere la stessa fortuna?

Ciononostante sappiamo benissimo che a farla da padrone durante una vacanza in Sicilia è proprio il mare e per questo abbiamo deciso di cominciare il nostro viaggio virtuale proprio da qui:

Mare

Vacanze al mare in Sicilia

Che in Sicilia il mare abbondi è un fatto più che scontato. La maggior parte dei turisti però non ne sfrutta a pieno le potenzialità ma si limita a tuffarcisi per qualche bagnetto rinfrescante. In realtà invece ci sono un'infinità di attività e sport connessi al mare che si possono intraprendere. Come ad esempio nell'isola di Ustica: qui venne infatti istituita la prima riserva marina d'Italia, un vero paradiso per gli amanti delle immersioni.

Quelli invece che si trovano più a loro agio sulla superficie dell'acqua possono praticare surf o vela. Che la Sicilia sia il posto perfetto per una regata lo dimostra perfettamente la disputa dell'America's Cup a Trapani.

Per il resto non dovrete che scegliere uno fra i fantastici posti che una costa complessiva di oltre 1000 km può offrire. Trip Tipp vi aiuta nel caso doveste rimanere disorientati:

Durante l'estate la maggior parte dei bar e ristoranti siciliani si sposta all'esterno, o addirittura a pochi metri dal mare. Questo bar ad Aspra, una località costiera nei pressi di Bagheria, ne è un esempio.
CC per volontà dell'autrice Britta Bohn
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Andare al mare è sicuramente il modo migliore di rilassarsi in estate. Questa immagine ritrae la spiaggia attrezzata di Cefalù.
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I siciliani conoscono naturalmente moltissime spiagge appartate ed evitano chiaramente quelle turistiche. Noi abbiamo scovato questa spiaggetta isolata a Sant'Elia, una frazione di Santa Flavia.
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Ancora mare

1000 Km – a tanto ammonta la lunghezza totale delle coste siciliane.
C'è quindi molto da vedere, molto di più rispetto alle foto in alto.
Altre fantastiche immagini potete trovarle qui:

Alla galleria 'Vacanze in Sicilia - Mare'

Natura

Sicilia - La isola verde nel Mediterraneo

L'entroterra siciliano ospita al suo interno un'infinità di tesori ancora poco conosciuti. Persino il video che vi abbiamo mostrato prima non ne mostra alcuno nonostante la Sicilia possa vantare la presenza sul suo territorio di più di 70 riserve naturali. Fra queste anche le più grandi aree forestali della Sicilia, le Madonie e i Nebrodi.

Persino nell'entroterra palermitano ne troviamo una: Bosco Ficuzza. In inverno in questa zona si può addirittura ammirare una stupenda cascata, una di quelle attrazioni da non farsi sfuggire assolutamente durante una vacanza invernale, perché in estate le alte temperature ne impediscono la formazione e ci si deve allora accontentare, per modo di dire, di passeggiare fra le profumatissime pinete della riserva.

LIFE - Lo spettacolo della natura
Il continuo cambiamento dei paesaggi siciliani in seguito allo scorrere delle stagioni.
Autore: Peppe Moschella Youtube
Durante l'inverno l'Etna diventa un vero paradiso per gli amanti dello sci mentre gli aranci decorano il paesaggio coi loro frutti. Peccato che alla nostra fotografa l'Etna si presentò nel gennaio 2012 leggermente coperto.
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La Gola del Drago è una cascata nei pressi di Bosco Ficuzza. Questa foto è stata scattata nel gennaio del 2012.
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Le Madonie sono la seconda riserva naturale più grande della Sicilia. Piano Farina offre ai suoi visitatori un panorama mozzafiato. Con un po' di fortuna potrete persino avvistare delle aquile. In questa foto purtroppo non ne vediamo nessuna.
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La Scala dei Turchi è uno degli spettacoli naturali più entusiasmanti che possiamo trovare in Sicilia. Questa foto è stata scattata nell'ottobre 2011, come potete vedere siamo ancora in piena stagione estiva.
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Lo Zingaro è la prima riserva naturale istituita in Sicilia. Come vedete i principali protagonisti della natura siciliana, il mare e la montagna, sono qui in strettissima relazione.
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Ancora Natura

Come potete vedere la natura siciliana offre molto di più oltre al vulcano più alto e attivo d'Europa. E detto sinceramente, le montagne prive di colate di lava sono anche paesaggisticamente più ricche. Quanto ricche lo mostrano queste altre immagini:

Alla galleria 'Vacanze in Sicilia - Natura'

Archeologia

Tempio greco a Selinunte

Non vi considerate affatto degli amanti della storia?
Ovviamente, sin dai tempi della scuola ci viene presentata come una noiosa sequenza di date e di fatti. Durante una vacanza in Sicilia avrete invece la possibilità di passeggiare letteralmente fra la storia.

Nell'antichità la Sicilia faceva parte del territorio controllato dagli antichi Greci e questi ultimi ci hanno lasciato in eredità fantastici templi o anfiteatri conservatisi in ottime condizioni fino ad oggi. In inverno potrà persino capitarvi di ritrovarvi al cospetto di queste meraviglie in assoluta solitudine, come perfettamente mostrato dall'immagine a destra.

Nell'antica città di Segesta potrete ammirare uno dei migliori templi greci che si trovino in Sicilia. Come dimostra questa foto scattata nel gennaio del 2010, non ci sarà nessuno a disturbare la vostra contemplazione.
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Selinunte era una delle più grandi città greche della Sicilia. Durante l'inverno qui si incontrano soltanto pochissimi visitatori. Più probabile, come mostra la foto, è che vi imbattiate in un gregge di pecore.
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L'antica città di Solunto è l'unica in Sicilia di cui si sia mantenuta intatta la struttura originale. Passeggiare fra queste rovine sarà come viaggiare indietro nel tempo.
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Nella Valle dei Templi potrete ammirare alcuni dei templi greci meglio conservati al mondo. Non stupisce perciò che l'Unesco abbia dichiarato il sito patrimonio culturale dell'umanità.
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Ancora archeologia

Non solo i Greci hanno lasciato in Sicilia le loro vestigia, anzi, sarebbe meglio chiedersi quali fra le popolazioni dell'antichità non l'abbia fatto. Queste altre immagini vi forniscono un piccolo assaggio di questa inestimabile eredità:

Alla galleria 'Vacanze in Sicilia - Templi'

Paesi e città

Vacanze in Sicilia - Palermo

Nonostante la Sicilia faccia parte dell'Italia, costituisce rispetto alla nazione che la ospita un mondo completamente a parte. Ciò vale in particolare per le sue città, caratterizzate tutte da stili architettonici completamente differenti. Città come Cefalù ad esempio mostrano ancora oggi il forte influsso dei Normanni, i quali avevano tolto di mano l'isola agli Arabi durante il Medioevo, senza per questo distruggerne l'eredità culturale.

Così ad esempio durante una visita a Palermo potrete imbattervi in chiese che dall'esterno ricordano nettamente delle moschee. Il forte influsso spagnolo è invece riconoscibile dai numerosi edifici barocchi presenti nelle città siciliane. Ma anche la modernità ha lasciato le proprie tracce: la città di Gibellina è infatti quella con il maggior numero di opere d'arte moderna d'Italia. L'avreste mai pensato?

Ad Agrigento si trova uno dei primissimi orologi pubblici della Sicilia. Come vedete la nostra fotografa è riuscita a beccare lo scoccare di mezzogiorno.
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Il lavatoio medievale di Cefalù. Con un piccolo trucco la nostra fotografa è riuscita ad allungare il tempo di esposizione.
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Il Padrino sfruttato a scopi pubblicitari. La nostra fotografa non ha naturalmente incontrato nessun pericolo visitando Corleone, la Mafia qui ha perso da tempo ogni suo privilegio.
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Palermo viene spesso considerata una città caotica e sporca. La nostra fotografa vi mostra come possa essere anche l'opposto, e vi garantiamo che non ha dovuto cercare molto.
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Trapani era un tempo una città molto ricca, grazie all'attività delle sue saline. I mulini a vento completavano il processo di produzione del sale. Trip Tipp vi mostra inoltre come Trapani abbia molto di più da offrire.
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Ancora paesi e città

Le città siciliane sono quindi altrettanto varie quanto lo è la natura siciliana: dalle piccole comunità montane alle moderne città metropolitane. Con le immagini che seguono ve ne offriamo un piccolo assaggio

Alla galleria 'Vacanze in Sicilia - Città'

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Capitolo V:  raggiungere la Sicilia

Con l'ausilio di questa cartina potrete tracciare tutti i voli dalla e per la Sicilia in tempo reale:

Mappa dei voli verso le vacanze in Sicilia in tempo reale

E dal pc funziona così:

  • cliccate su "Avviare tracciamento in tempo reale"
  • nel caso dovesse apparire una finestra pubblicitaria, chiudetela
  • spostate eventualmente la Sicilia al centro della finestra e ingranditela a vostro piacimento con i simboli + o ‒
  • cliccate poi sulla rotella (in alto a destra)...
  • ... e poi nella nuova finestra a sinistra sul campo "Map"
  • spostate il cursore "Map Dimming" verso sinistra per rendere l'immagine più luminosa
  • selezionate l'opzione "Show Weather Layer" per visualizzare il meteo in tempo reale
  • chiudete la finestra "Map Options" cliccando su "Close"
  • cliccate su uno degli aeroplanini rossi per ottenere maggiori informazioni su quel volo
  • cliccate su uno degli aeroporti verdi per ottenere informazioni sui voli in arrivo e in partenza
  • Il produttore della mappa offre inoltre vantaggiose app da utilizzare sul vostro smartphone o tablet
  • Ulteriori informazioni sui tre aeroporti siciliani potete trovarle all'interno del nostro sito.

Seguiteci

Una vacanza in Sicilia è per forza di cose sempre troppo breve. Giusto il tempo di mettere un po' di sole e si deve subito tornare alla triste vita di tutti i giorni, quando ci sarebbero invece moltissimissimissime cose da vedere.

Oggigiorno, grazie alle nuove tecnologie, possiamo fortunatamente viaggiare anche stando seduti sul divano di casa. Ad aiutarci possono essere infatti siti come Facebook o Google+ e altri media. Provate a dare un'occhiata alle pagine dei seguenti social cliccando sui rispettivi loghi e avrete quasi l'impressione che il sole della Sicilia riprenda a scaldarvi:

Pinterest Logo Su Pinterest potrete trovare un'infinità di immagini legate alla Sicilia...
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Capitolo VI:  La casa vacanza perfetta

Case Vacanza nel Mer et Soleil

Mer et Soleil   ⇒ Info

  • Case vacanze a due passi dal mare
  • Cala privata
  • Fresca pineta tutt'intorno
  • Parcheggio privato
  • Distanza dal mare:  50 m
  • Distanza dalla stazione:  3,5 km
Case Vacanza nel Villaggio Santino

Villaggio Santino   ⇒ Info

  • Direttamente sul mare
  • Baia privata
  • Immerso nel verde mediterraneo
  • Parcheggio privato
  • Distanza dal mare:  50 m
  • Distanza Stazione ferroviaria:  3 km
Casa vacanza Villa Marie

Villa Marie   ⇒ Info

  • Casa vacanza direttamente sul mare
  • Caletta rocciosa con piattaforma
  • Posizione tranquilla
  • Molto curata
  • Distanza dal mare:  30 m
  • Distanza stazione ferroviaria:  4 km
L'ingresso della Villa Caterina à Cefalù

Villa Caterina   ⇒ Info

  • Grande villa in stile tradizionale
  • 6 appartamenti separati
  • Grande giardino mediterraneo
  • Perfetto per famiglie
  • Distanza dal mare:  0.8 km
  • Distanza stazione ferroviaria:  0.6 km
Case vacanza nella Casa Maria à Santa Flavia - Balcone dell'appartamento 'Stella'

Casa Maria   ⇒ Info

  • Tranquillo Centro Storico
  • Ideale per i turisti piccolo budget
  • 8 appartamenti completi
  • 2 con grande terrazza sul tetto
  • Distanza dal mare:  1.3 km
  • Distanza Stazione ferroviaria:  0.5 km
Case vacanza nella Casa Chloé à Santa Flavia

Casa Chloé   ⇒ Info

  • Pieno Centro Storico
  • 2 appartamenti completi
  • 1 con grande terrazza sul tetto
  • Distanza dal mare:  1.1 km
  • Distanza dalla stazione:  0.1 km
  • Comfort riscaldamento per una vacanza invernale
Casa Vacanza Casa Enza à Santa Flavia

Casa Enza   ⇒ Info

  • Piccolo attico
  • Soggiorno:  50
  • Terrazza sul tetto:  130 con vista panoramica
  • Distanza dal mare:  1.2 km
  • Distanza Stazione ferroviaria:  0.2 km
  • Comfort riscaldamento per una vacanza invernale
Casa Vacanza Casa Panorama à Santa Flavia

Casa Panorama   ⇒ Info

  • Piccolo attico
  • Soggiorno:  35
  • Terrazza sul tetto:  25 con vista panoramica
  • Distanza dal mare:  1 km
  • Distanza Stazione ferroviaria:  0.1 km
  • Comfort riscaldamento per una vacanza invernale

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© 2012-2015 Trip Tipp Sicily

Data ultimo aggiornamento: 15 aprile 2017