Sicilia

Palermo: relax e tranquillità in una città brulicante

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Palermo gode purtroppo da tempo di una certa, e spesso esagerata, cattiva fama che ha spesso contribuito a respingere i turisti piuttosto che attirarli: una città troppo caotica, spesso sporca e possibilmente pericolosa. Proviamo insieme a sbarazzarci di questi luoghi comuni cominciando da quattro semplici punti:

  • Clima: Durante l'estate la città raggiunge temperature a mala pena sopportabili e inoltre il centro è reso quasi impraticabile dalla presenza di molti turisti e dall'immancabile traffico tentacolare. In questo periodo quindi le case di villeggiatura al mare diventano la soluzione migliore per la vostra vacanza. In inverno invece il clima è nettamente più mite e l'afflusso turistico molto meno intenso.
  • Sicurezza: No, le strade secondarie di Palermo non sono affatto pericolose. Al contrario, Palermo è una delle città turistiche più sicure d'Italia, solo che alcuni dei suoi vicoli possono apparire stretti e cupi. Seguite il consiglio più ovvio: mantenetevi inizialmente sulle strade principali.
  • Informazioni: Persino i maggiori monumenti di Palermo non vengono adeguatamente valorizzati e le storie che portano con sé sono spesso difficili da scoprire. Il nostro sito vi aiuterà in questa non semplice impresa.
  • Pause: Dove ci sono monumenti non manca naturalmente la solita offerta gastronomica rivolta ai turisti. Palermo non fa eccezione e offre anzi un'ottima qualità generale del cibo, che aumenta sempre più quanto più ci si allontana dai percorsi più battuti, riservando sorprese inaspettate. Ve ne parleremo più avanti.

Basterà tenere presenti questi quattro semplici consigli per approcciare al meglio una delle città più sconclusionate e al tempo stesso più affascinanti d'Europa.

Indice

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Happy a Palermo

Happy a Palermo

Capitolo I:  Raggiungere Palermo

In questo capitolo partiremo dal presupposto che alloggiate, durante la vostra vacanza in Sicilia, al di fuori di Palermo e che non desideriate perdervi neanche una delle tante attrazioni che la città ha da offrire. Il primo indispensabile passo è quindi quello di raggiungere il capoluogo siciliano dal luogo in cui vi trovate e per farlo avete tre diverse possibilità:

Palermo in auto

Un'auto a noleggio per la tua vacanza in Sicilia

Chi desidera raggiungere Palermo in auto deve innanzitutto acquisire una certa familiarità con le stranezze del traffico siciliano, un'impresa in realtà molto più semplice di quanto si pensi, a condizione di non essere degli automobilisti totalmente principianti. A questi ultimi consigliamo infatti di passare al prossimo paragrafo e di servirsi del treno.

Tutti quelli che invece mostreranno un minimo di senso di adattamento non troveranno nessun problema nel circolare per le strade di Palermo. Una volta arrivati in centro potrete servirvi dei parcheggi contrassegnati dai punti blu dall'1 al 5 nella mappa I. Qui troverete sicuramente un posticino per la vostra auto e a prezzi più che accessibili.

Palermo in treno

Esplorare la Sicilia in treno

Il mezzo di trasporto più comodo per raggiungere Palermo è indubbiamente il treno, alla luce soprattutto della posizione della stazione centrale, raffigurata nell'immagine a destra (punto blu 1 nella mappa I e punto rosso 6 nella mappa II).

Questo vantaggio può essere sfruttato in primo luogo dai viaggiatori che alloggiano nelle case vacanze che promuoviamo nel nostro sito, poiché si trovano tutte a pochi passi dalle stazioni dei rispettivi paesi:

  • Casa Maria  •  8 appartamenti  •  prezzi stracciati
  • Casa Enza  •  attico  •  terrazza di 130 m²
  • Casa Panorama  •  attico  •  veranda panoramica

In questi casi il treno oltre a farvi risparmiare del tempo, vi metterà al sicuro dallo stress che potrebbe procurarvi un viaggio in auto.

Inoltre la stazione centrale di Palermo è un importantissimo punto di snodo per tutti quelli che desiderano spostarsi in treno o in pullman. Per non parlare dei frequentissimi collegamenti coi i tre principali aeroporti siciliani.

Palermo in pullman

Gli autobus interregionali per la tua vacanza in Sicilia

Per quanto riguarda il terzo modo di raggiungere Palermo approfittiamo sostanzialmente del fatto che la città sia il più importante nodo stradale e ferroviario dell'isola. Alla stazione centrale infatti, oltre ai molti collegamenti ferroviari, troviamo pure le maggiori linee di pullman.

Nel caso in cui il vostro alloggio si trovi nei pressi di una fermata di un pullman, avrete allora la possibilità di raggiungere Palermo velocemente e senza spendere molto. Poiché i pullman fanno capo a diverse compagnie private non esiste purtroppo un programma e un orario unificato e completo delle linee.

Qui trovate una panoramica di alcune delle principali autolinee e la rispettiva compagnia:

Palermo in crociera

Palermo - Crociera

Palermo, ovvero Panormus, dal greco "tutto porto". Era inevitabile che una città con un nome del genere divenisse tappa obbligata per le crociere che solcano il Mediterraneo.

Le crociere, restando ormeggiate al porto della città proprio a due passi dal centro, permettono infatti ai loro ospiti di visitare Palermo in tempi piuttosto brevi e senza alcuna difficoltà.

Basta dare una rapidissima occhiata alla mappa per accorgersene: dall'uscita principale del porto (punto blu 6 nella mappa I), una volta percorsa via Emerico Amari, vi ritroverete direttamente catapultati nel centro della città. Noi vi consigliamo tuttavia di effettuare una leggera deviazione e di seguire la linea verde fino alla zona pedonale più affascinante di Palermo, via Principe di Belmonte. Punto di partenza ideale per rapidi ed interessanti giretti in città.

I crocieristi che preferiscono invece scoprire la città con l'aiuto di una visita guidata non dovranno fare altro che uscire dal porto, attraversare e camminare per un centinaio di metri fino alla fermata B7: Porto dei bus che effettuano il giro della città. Ulteriori informazioni sulle visite guidate le troverete nel terzo capitolo.

Accelerazione Palermo

Timelapse Palermo

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Capitolo II:  Alla scoperta di Palermo

Come abbiamo già detto Palermo è una città piuttosto confusionaria. Per questo, affinché il vostro approccio alla città sia il più gradevole possibile, abbiamo selezionato per voi soltanto alcune delle tante attrazioni che la città ha da offrire. Si trovano tutte una vicino all'altra, in luoghi considerati turistici e che offrono pertanto moltissime possibilità di ristoro. Nel prossimo paragrafo allargheremo il nostro raggio d'azione, approfittando anche delle visite guidate che la città propone (vedi terzo capitolo).

Mappa I:

Mappa per un giro in relax alla scoperta delle attrazioni turistiche di Palermo
  1. Stazione Centrale
  2. Parcheggio Giardino Inglese
  3. Parcheggio Piazza Ungheria
  4. Garage sotterraneo Piazza Vittorio Emanuele Orlando
  5. Garage sotterraneo del grande magazzino La Rinascente
  6. Ingresso principale del porto
  1. Bar Obikà nel grande magazzino La Rinascente
  2. Feltrinelli - Libreria e bar
  3. Palazzo Riso

Via Roma

Palermo - Via Roma Pin it

Una volta arrivati alla stazione centrale di Palermo, attraversando la grande piazza che vi sta di fronte vi ritroverete all'inizio di via Roma, una delle strade commerciali di Palermo più frequentate. Il tratto più interessante della strada è segnato in blu nella mappa. Come in ogni altra grande città, anche qui a farla da padrone sono le boutique di abbigliamento.

Nonostante via Roma attraversi il centro storico, è una via larga, piuttosto ariosa e a tratti persino alberata. Niente a che vedere perciò con l'immagine di un centro storico tetro e angusto. Il percorso che affronteremo per visitare le attrazioni descritte di seguito ci riporterà in via Roma, se avete quindi intenzione di fare qualche acquisto potete benissimo farlo sulla strada di ritorno per la stazione.

Mercato della Vucciria

Palermo - Vucciria Pin it

La Vucciria è uno dei mercati tradizionali di Palermo. Molte guide turistiche lo descrivono come un'attrazione fondamentale, se non imperdibile, per chiunque visiti la Sicilia. Un tempo forse sì.

Oggi purtroppo la popolarità della Vucciria è piuttosto in ribasso: attirati qui dalle parole esaltanti delle guide turistiche, molti dei turisti che visitano il mercato vedono infatti le loro aspettative venire a dir poco deluse.

Nessuna meraviglia perciò se Palermo riceve poi cattive recensioni. Volendo evitare facili equivoci noi invece vi invitiamo semplicemente a visitare questo luogo a suo modo straordinario, così, senza tante parole. Come potete vedere dalla mappa, trovare il mercato (linea marrone) sarà uno scherzo.

  • Le opinion di TripAdvisor sul Mercato della Vucciria.

Una siesta al Bar Obikà

Palermo - Bar Obikà Pin it

In nettissimo contrasto con gli scorci unici del mercato della Vucciria è la prossima attrazione che vi proponiamo. Come potete notare dalla mappa, proprio di fronte l'ingresso al mercato troviamo il nuovissimo centro commerciale "La Rinascente", il quale a sua volta ospita sulla propria terrazza l'altrettanto moderno "Bar Obikà". Da quassù, oltre al relax assicurato, avrete la possibilità di spaziare con lo sguardo sui tetti di Palermo.

Se un must deve esserci durante una visita a Palermo che sia allora questa terrazza panoramica con bar.

"Il Caffè delle meraviglie" nel Teatro Massimo

Il Caffè delle Meraviglie di Ruggiero Mascellino

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Teatro Massimo

Palermo - Teatro Massimo Pin it

In confronto al mercato della Vucciria, il Teatro Massimo sì che rientra di rigore fra le principali attrazioni da vedere durante una vacanza in Sicilia (punto marrone 1, mappa).

E' infatti uno dei simboli incontrastati dello splendore passato di Palermo, del suo successivo decadimento e della sua finale rinascita. Il Teatro Massimo venne progettato alla fine del XIX sec. dai più noti architetti siciliani: Giovanni Battista Filippo Basile e il figlio Ernesto.

A quel tempo prodotti di esportazione come

  • gli agrumi (utilizzati addirittura come farmaco domestico contro lo scorbuto),
  • il Marsala (il vino liquoroso tanto amato addirittura dall'Ammiraglio Nelson) e
  • lo zolfo (la Sicilia era la prima esportatrice mondiale del minerale)

avevano reso la Sicilia ricchissima.

Ricca a tal punto da potersi tranquillamente concedere con il Teatro Massimo il più grande teatro d'Opera d'Italia. Purtroppo però la classe dirigente del tempo era sostanzialmente costituita da un'aristocrazia incapace, da una Chiesa ultraconservatrice e da una Mafia sempre più influente. Il declino fu inevitabile.

Tra le tante nefaste conseguenze ci fu anche la chiusura del Teatro Massimo nel 1974 a causa di lavori di ristrutturazione. Non c'è da stupirsi quindi se il primo sindaco antimafia di Palermo, Leoluca Orlando, considerasse la riapertura del Teatro Massimo, avvenuta nel 1997, un atto imprescindibile per la rinascita di Palermo.

Una pausa alla Feltrinelli

Palermo - Feltrinelli Pin it

Proprio a due passi dal troviamo la "Feltrinelli" (punto lilla 2, mappa).

La filiale di Palermo è piuttosto nuova e ospita al suo interno anche una caffetteria, ideale per prendersi una pausa dallo struscio del centro.

La casa editrice Feltrinelli ha inoltre un particolare legame con la Sicilia. Fu infatti lei a dare alle stampe il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'autore palermitano de Il Gattopardo.

Palazzo dei Normanni (Palazzo Reale)  •  Villa Bonanno  •  Casa Romana

Inviare il video "Cappella Palatina e i tesori del Palazzo Reale - Palermo"

Tra il 1061 e il 1071 la Sicilia venne conquistata dalle truppe Normanne per conto del Papa, il quale non gradiva affatto la presenza degli infedeli musulmani nell'isola, considerata infatti territorio spettante alla Chiesa secondo quella che viene oggi considerata una delle più grandi falsificazioni della storia, la Donazione di Costantino

I Normanni ottennero per ricompensa la Sicilia in concessione come feudo e il suo capo venne nominato re di Sicilia. Fu lui a trasformare l'originaria costruzione araba nel suo palazzo, palazzo dei Normanni appunto (punto marrone 2, mappa).

Già nel 1194 però il dominio dei Normanni sul regno cessò e il palazzo cambiò da quel momento molto spesso proprietari, funzione e stile architettonico. A tal punto che ai puristi dell'architettura è impossibile non considerarlo un azzardo. Lo stesso deve aver pensato il famoso autore tedesco Goethe, il quale, durante il suo soggiorno di ben due settimane a Palermo, non dedica neanche una parola all'edificio.

Oggi siamo naturalmente più tolleranti e decidiamo perciò di concederci un bel giro all'interno e attorno questa enorme fortezza. Successivamente potrete rilassarvi all'ombra delle palme che decorano Villa Bonanno (punto marrone 3, mappa, un piccolo giardino sul versante est del palazzo dei Normanni, reso ancora più interessante dalla presenza di alcune rovine di epoca Romana (punto marrone 4, mappa) al suo interno.

Sopra i tetti di Palermo

Una passeggiata virtuale sul tetto della Cattedrale di Palermo:

  • cliccate sul cerchio verde al centro dell'immagine per iniziare il tour
  • muovete poi l'immagine con l'ausilio del mouse a vostro piacimento verso destra, sinistra, il basso o l'alto
Photo Sphere Panorama - Sopra i tetti di Palermo

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La Cattedrale

Inviare il video "La Cattedrale di Palermo"

I Normanni comunque non costruirono soltanto un palazzo per il loro re, ma anche uno in omaggio al loro Dio (punto marrone 5, mappa). Nonostante l'incarico di strappare l'isola agli Arabi venne dato loro dal Papa in persona, i Normanni non erano assolutamente degli integralisti in fatto di religione, al contrario anzi.

Ebbero infatti in gran considerazione la grande e progredita civiltà dei loro predecessori e ne appresero il più possibile, a partire appunto dalle tecniche architettoniche. Non stupitevi quindi dei tratti arabeggianti di alcuni elementi, particolarmente belli quelli presenti sulla facciata est, della Cattedrale di Palermo.

E' in un'epoca come la nostra, in cui si ritorna a parlare di "crociate" e di "scontro di civiltà", che diventa particolarmente importante recepire la lezione di tolleranza che edifici come questi ci tramandano. Una lezione che la storiografia sembra comunque aver appreso già in pieno: per indicare infatti uno dei periodi più floridi della storia isolana si parla di fase arabo-normanna.

Una fase in cui prende inizio anche il periodo svevo dell'isola: ai Normanni infatti seguirono dal 1194 gli Hohenstaufen, nobile casato originario della Svevia e di cui fu maggiore esponente Federico II, nipote del Barbarossa e figura di spicco del panorama culturale europeo del tempo.

Un sovrano illuminato ante litteram insomma, per cui sapere era più importante di credere già nel retrivo Medioevo. Ad ogni modo, nonostante le sue idee non potessero essere in sintonia con i dogmi della Chiesa, i suoi resti si trovano ancora all'interno di un sarcofago della Cattedrale di Palermo.

Una visita a Palazzo Riso

Palermo - Palazzo Riso Pin it

Proprio a due passi dalla piazza dei Quattro Canti troviamo il Museo d'Arte Contemporanea (punto lilla 3, mappa). Ospita al suo interno un piccolo e moderno bar con un'enorme vetrina in cui potrete tranquillamente rilassarvi ammirando il passeggio su Corso Vittorio Emanuele e Piazza Bologni.

Il museo e il bar vengono ospitati dallo storico Palazzo Riso, un tempo luogo d'incontro di un piccolo gruppo di aristocratici dallo spirito democratico. Come abbiamo visto riguardo al Teatro Massimo nobili come loro erano purtroppo una rara eccezione.

  • Le opinion di TripAdvisor sul museo nel Palazzo Riso.

Fontana Pretoria  •  Quattro Canti  •  Chiesa di San Cataldo

Palermo - Fontana Pretoria Pin it

Uno dei monumenti più controversi di Palermo è certamente la Fontana Pretoria (punto marrone 7, mappa). La tradizione popolare parla di "piazza o fontana della Vergogna", ma forse sarebbe meglio dire parlava, agli occhi dei contemporanei infatti la fontana appare soltanto esageratamente barocca e di scandaloso non ha niente che non si possa vedere in una qualsiasi edicola.

I cittadini del passato si indignavano soprattutto per due motivi: il primo è che le statue che decorano la fontana riprendono la Mitologia classica (per esempio Bacco, una divinità piuttosto godereccia) e non l'iconografia cristiana. E se non bastasse queste statue sono pure completamente nude. Il massimo della trasgressione insomma per un periodo tranquillo come il Rinascimento.

Vista oggi, la fontana non provoca più alcuno scandalo naturalmente. E fortunatamente lo stesso vale anche per il municipio che vi sta accanto, grazie all'intensa opera di pulizia inaugurata negli anni '90 dal primo sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

La fontana è infine un ottimo soggetto per gli appassionati di fotografia e il periodo perfetto per un bel servizio è sicuramente l'inverno, quando vi sarà sicuramente più facile evitare che delle comparse indesiderate rovinino le vostre foto.

Proprio a due passi dalla Fontana Pretoria troviamo altre due attrazioni imperdibili per chiunque visiti Palermo. L'incrocio dei Quattro Canti segna il punto d'incontro tra i quattro mandamenti del centro storico palermitano (punto marrone 6, mappa). La struttura e composizione dell'incrocio è un ottimo esempio di architettura barocca e di pianificazione urbana tipici della dominazione spagnola.

Le origini della Chiesa di San Cataldo (punto marrone 8, mappa) sono invece di alcuni secoli più antiche. Trattandosi in principio di una Moschea, la sua origine risale alla Palermo araba. Un'epoca di cui sono addirittura rimasti ancora i nomi: in questa zona infatti, a testimonianza della perenne multiculturalità della città, potrete leggere i nomi delle strade in tre lingue diverse, arabo, ebraico ed italiano.

Capitolo III:  Visita guidata ai monumenti di Palermo

Visita guidata ai monumenti di Palermo Pin it

Le visite guidate sono noiose?
Nella maggior parte dei casi forse...
Ma non a Palermo!
Qui infatti avete la possibilità di scegliere fra due opzioni:

Opzione 1: lasciarvi guidare senza alcuna fatica tra i monumenti di Palermo.

Opzione 2: servirvi del servizio "hop on-hop off" offerto dalla compagnia che gestisce il bus delle visite guidate a Palermo, dal quale potrete scendere quando vi interessa vedere qualcosa di interessante e sul quale potrete risalire per raggiungere il monumento successivo.

Potete anche sfruttarle entrambe e come meglio credete, per tutto il periodo di validità del biglietto. E potete anche cominciare e terminare il tour in una qualsiasi delle 15 fermate del bus. Più semplice di così?

La mappa in basso mostra i percorsi ufficiali (noi li abbiamo scaricati in pdf dalla brochure della compagnia) delle due linee di bus che effettuano il servizio.  Avviso importante: il centro di Palermo è spesso interessato da lavori e cantieri, le fermate e i percorsi potrebbero perciò subire delle variazioni anche senza previa comunicazione.

Il tariffario e il programma completo delle visite potete trovarli sul sito della compagnia. Ci preme comunque avvertirvi che gli orari del bus possono non accordarsi a quelli di visita o di apertura dei vari monumenti e delle varie attrazioni, cercate perciò di reperire quante più informazioni potete dai siti che vi proponiamo per ogni monumento o attrazione.

I nomi delle fermate si riferiscono ai rispettivi monumenti nelle vicinanze. Doveste avere difficoltà nel raggiungere i monumenti da visitare, abbiamo contrassegnato questi ultimi con dei punti marroni, e lo stesso vale per altri luoghi d'interesse nelle vicinanze.

Alcune delle attrattive di Palermo le abbiamo già incontrate durante la nostra passeggiata alla scoperta di Palermo e sono perciò descritte nel secondo capitolo. Le restanti vengono descritte di seguito.

Mappa II:

Mappa del giro turistico della città
  • Linea A
  • Linea B
  1. Fermata A1+B1:  Teatro Politeama
  1. Fermata A2:  Teatro Massimo
  2. Fermata A3:  Quattro Canti
  3. Fermata A4:  Palazzo Steri
  4. Fermata A5:  Orto Botanico
  5. Fermata A6:  Stazione Centrale
  6. Fermata A7:  Palazzo Reale - qua puoi cambiare il bus per andare al Duomo di Monreale
  7. Fermata A8:  Cattedrale
  8. Fermata A9:  Mercato della Vucciria
  1. Fermata B2:  Giardino Inglese
  2. Fermata B3:  Villa Malfitano
  3. Fermata B4:  Castello della Zisa
  4. Fermata B5:  Mercato del Capo
  5. Fermata B6:  Teatro Massimo
  6. Fermata B7:  Porto - ottimo punto di partenza per ospiti delle crociere
  1. Ingresso Giardino Inglese
  2. Bar di fronte al Palazzo di Giustizia
  3. Bar e libreria Feltrinelli
  4. Bar Obikà nel grande magazino La Rinascente
  5. Ingresso Mercato della Vucciria
  6. Porto turistico
  7. Ingresso Villa Garibaldi
  8. Ingresso Palazzo Steri
  9. Bar Casa Obatalà
  10. Incrocio Quattro Canti
  11. Bar Palazzo Riso
  12. Ingresso Cattedrale
  13. Ingresso Palazzo Reale
  14. Ingresso Villa Giulia

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Teatro Politeama

Palermo - Teatro Politeama Pin it

Per scoprire perché questa fermata si chiama proprio così attivate la modalità "Sat" nella mappa I e ingranditela attorno al punto viola 1. Vedrete così una grande piazza, alla destra della quale si trova un tetto che dalla forma ricorda la parte anteriore della nave Enterprise.

Questo è il Teatro Politeama, il monumento da cui prendono il nome la nostra fermata e l'intera piazza, anche se ufficiosamente. In realtà infatti si chiama Piazza Ruggiero Settimo nella parte orientale e Piazza Castelnuovo in quella occidentale.

La grandezza e l'ariosità della piazza si lasciano soprattutto apprezzare quando si proviene dagli stretti vicoli del centro storico. La piazza segna inoltre l'inizio di Via della Libertà, una strada che per la sua grandiosità venne definita da Wagner gli "Champs- Élysées" della Sicilia.

Una delle piccole perle di Piazza Politeama è un chiosco di giornali stile Liberty, il "Chiosco Ribaudo". Non l'unico però a Palermo, di fronte al Teatro Massimo ne troviamo infatti una copia. E non è un caso, essendo stati ideati dall'architetto del Teatro Massimo: Ernesto Basile.

Questi chioschi rimandano inoltre ad un altro aspetto fondamentale della storia dell'industria siciliana. Le lavorazioni in ferro si devono alla Fonderia Oretea, una delle fonderie fondate dal famosissimo imprenditore siciliano Vincenzo Florio, recentemente restaurata e trasformata in un centro culturale.

Il Teatro Politeama non può essere visitato all'infuori delle rappresentazioni.

Palazzo Steri  •  Villa Garibaldi

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Palazzo Steri si chiamava, al tempo della sua costruzione avvenuta circa 700 anni fa, Palazzo Chiaramonte (punto marrone 8 nella mappa II). Chiaramonte era il nome di una famiglia appartenente all'alta nobiltà siciliana, tanto nota che uno stile architettonico medievale porta lo stesso nome.

Uno stile in cui si riconoscono chiaramente le origini normanne della famiglia Chiaramonte e che rendeva persino le chiese più simili a delle fortezze che ad altro. Ed è proprio a questo aspetto dell'architettura che l'attuale nome del palazzo, lo Steri, rimanda: non è altro infatti che l'abbreviazione di "Hosterium Magnum" e significa casa fortificata. Che nulla accada per caso lo dimostra anche la presenza a Cefalù di una costruzione molto simile, l'Osterio Magno.

Nei 700 anni intercorsi dalla sua costruzione Palazzo Steri ha più volte cambiato proprietari e funzione. Oggi è sede di alcuni uffici dell'Università. Ne consigliamo in particolare la visita a tutti gli appassionati di architettura medievale.

Anche se la maggior parte dei visitatori viene attirata qui dalle pagine più macabre della storia di questo monumento: se fino ad allora in Sicilia cristiani, ebrei e musulmani avevano convissuto pacificamente gli uni accanto agli altri, le cose mutarono sensibilmente a partire dal XV sec. con la dominazione spagnola e l'intolleranza diffusa dall'Inquisizione spagnola, il cui tribunale aveva sede a Palermo proprio a Palazzo Steri.

Ad ogni modo, l'Inquisizione spagnola aveva poco a che fare con la follia della caccia alle streghe ma non si faceva comunque scrupolo alcuno di ricorrere alla tortura o alla pena capitale. Come testimoniano le celle delle vittime mantenutesi fino ad oggi e i "graffiti" che vi hanno lasciato.

Se queste storie vi hanno fatto venire i brividi non disperate, una volta lasciato Palazzo Steri, pochi metri vi basteranno per scrollarveli di dosso, giusto quelli che servono per raggiungere il piccolo giardino di Villa Garibaldi con il suo enorme Ficus Magnolia (punto marrone 7 nella mappa II) o il bar Casa Obatalà (punto marrone 9 nella mappa II). Inoltre ogni domenica attorno a Villa Garibaldi prende vita un coloratissimo ed interessantissimo mercatino delle pulci.

Orto Botanico  •  Villa Giulia

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"Nel giardino pubblico vicino al porto, trascorsi tutto da solo alcune ore magnifiche. È il posto più stupendo del mondo."

Così un certo Johann Wolfgang Goethe scriveva nel suo diario il 7 aprile 1787. Il suo "Viaggio in Italia" lo condusse infatti anche a Palermo.

Una Palermo che proprio in quegli anni vedeva nascere il giardino di "Villa Giulia" (punto marrone 14 nella mappa II) e in cui cominciava la costruzione dell'Orto Botanico (punto rosso 5 nella mappa II).

Secondo le pagine di Goethe entrambi i giardini si trovavano direttamente alle porte della città. La città aveva inizio allora proprio dove oggi termina via Lincoln, ed è proprio per questo motivo che Goethe aveva l'impressione che Villa Giulia si trovasse subito a ridosso del porto, o meglio della fonda a margine del porto antico di Palermo (adesso la Cala, punto marrone 6 nella mappa II). Oggi invece tra il mare e Villa Giulia si frappone l'amplissimo Foro Italico.

Villa Giulia ha conservato la stessa funzione che aveva ai tempi di Goethe: un giardino pubblico accessibile liberamente durante l'orario di apertura. All'interno della villa potrete trovare altre due attrazioni: una meridiana e la Fontana del Genio.

La meridiana si trova esattamente al centro di Villa Giulia e consiste in un blocco di marmo dodecaedro sorretto da un giovane Atlante, il titano che nella mitologia greca sorreggeva la volta celeste. In considerazione delle stupende giornate che ci sono a Palermo potrete addirittura consultare la meridiana per sapere che ore sono.

La particolarità della Fontana del Genio risiede nel suo personaggio. Si tratta infatti del mito del Genio presente nell'antica cultura romana. Quasi impossibile da credere nella cattolicissima Sicilia. Da dove provenga esattamente il Genio di Palermo e perché venga raffigurato con corona, scettro, coda e persino un cane, non si sa con precisione, sta di fatto che oggi è considerato come contraltare laico o pagano alla protettrice cattolica Santa Rosalia. Accanto a quella di Villa Giulia ci sono altre versioni del Genio in altri punti della città.

Se anche Goethe potesse già visitare o meno l'Orto Botanico non è dato saperlo. Allora come oggi faceva parte dell'Università, al tempo di Goethe si studiavano principalmente le piante con proprietà curative, oggi sono tantissimi i campi di ricerca che vengono esplorati.

L'Orto Botanico è notevolmente più esteso di Villa Giulia e, inutile a dirlo, anche più ricco e interessante dal punto di vista strettamente naturale. Inoltre il prezzo del biglietto di ingresso è davvero irrisorio, non lasciatevi perciò sfuggire l'opportunità di visitare questa versione in miniatura del paradiso terrestre per nessuna ragione.

Trailer Drone - Duomo di Monreale

Trailer Drone - Duomo di Monreale

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Duomo di Monreale

Palermo - Duomo di Monreale Pin it

6000 mq, questa l'area ricoperta dai famosissimi mosaici del Duomo di Monreale. E fatto ancora più sorprendente, tutto ciò ha origine nel "buio" Medioevo ed è frutto di una collaborazione araba, bizantina e normanna.

La committenza dell'opera si deve al sovrano normanno Guglielmo II. Suo padre lo conosciamo già: a lui si deve la costruzione della notevolmente più laica Zisa.

La principale attrazione della Cattedrale di Palermo, i mosaici, la dobbiamo ad alcuni specialisti del settore provenienti da Bisanzio (l'odierna Istanbul). I mosaici non consistono semplicemente in un puzzle formato da pietrine colorate, bensì da piccoli capolavori rivestiti da una lamina d'oro. Il rivestimento in oro, oltre a creare una sorta di effetto 3-D agli occhi di chi guarda, contribuisce a creare incredibili giochi di luce all'interno della navata. I più curiosi possono già fare qui un tour virtuale attraverso il Duomo di Monreale. Impressionante, no? Questo Duomo non ha nulla da invidiare persino alla Cappella Sistina.

Il contributo arabo al Duomo di Monreale si riconosce ancora oggi dalle inconfondibili decorazioni delle facciate esterne. Mentre le torrette, che dobbiamo ai Normanni, si notano un po' meno. La traccia più evidente lasciata da loro non è infatti altro, come abbiamo già visto in occasione del Duomo di Cefalù, che quest'aspetto da fortezza militare che ogni chiesa normanna tendeva ad avere.

Le bellezze di Monreale avevano attirato anche uno dei primi turisti che la Sicilia abbia mai accolto: Goethe visitò infatti Monreale il 10 Aprile 1787. Tuttavia il suo diario di viaggio non dedica alcuna parola al Duomo, viene infatti menzionato soltanto un monastero che vi si trova vicino. Gli specialisti dello scrittore presumono che non gli fosse gradito il mix degli stili architettonici, una tesi suffragata dalla parallela mancanza nei suoi scritti di altri edifici appartenenti allo stesso stile arabo-normanno, Palazzo dei Normanni e Zisa su tutti. A questi preferiva l'eredità lasciataci dagli antichi Greci a Segesta, Selinunte o nella Valle dei Templi.

Nonostante Monreale si trovi alcuni chilometri fuori Palermo potrete recarvici servendovi dei bus che effettuano i giri turistici in città. Per farlo dovrete cambiare bus alla fermata A7: Palazzo Reale. Non preoccupatevi per il piccolo sovrapprezzo che pagherete, vi assicuriamo che una volta arrivati verrete ripagati a dovere.

I crocieristi invece farebbero meglio a farsi bene i conti prima di avventurarsi: il viaggio per Monreale dura infatti circa mezz'ora, o anche di più a seconda del traffico. Se non siete sicuri di non poter tornare indietro in tempo lasciate perdere.

Avviso importante: la navetta per Monreale è attiva soltanto da Aprile ad Ottobre.

Relax - Giardino Inglese

Giardino Inglese - Qualcosa di Eterno

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Una visita al Giardino Inglese

Palermo - Giardino Inglese Pin it

Chi visita oggi il capoluogo siciliano deve moltissimo all'architetto palermitano Ernesto Basile, alle sue creazioni e ai suoi progetti. Fra questi vi è anche il Giardino Inglese di Palermo (punto marrone 1 nella mappa II).

In quest'opera Basile rompe con le tradizionali geometrie che imbrigliavano la natura tipiche del classico giardino all'italiana, detto anche, e non a caso, giardino formale.

All'opposto il Giardino Inglese doveva riprendere il paesaggio naturale o, per meglio dire, ciò che per paesaggio naturale si intendeva nel XIX sec., per quanto a noi possano sembrare due termini in netta contraddizione quelli di "giardino" e "paesaggio naturale".

Ai visitatori odierni queste questioni interessano naturalmente molto poco, ciò che importa è la possibilità di stare in mezzo al verde proprio al centro della città. Inoltre per i bambini è un posto perfetto in cui giocare e divertirsi. Proprio per questo vi consigliamo di visitarlo durante la settimana, quando famiglie e prole al seguito non lo trasformano in un gigantesco e chiassosissimo parco giochi.

All'interno del giardino è inoltre presente un grande bar, i cui gestori aderiscono all'iniziativa Antimafia Addiopizzo. Motivi sufficienti per una lunga e piacevole siesta.

Villa Malfitano

Inviare il video "JOSEPH WHITAKER PROMO"

Con Villa Malfitano ci occupiamo del più "inglese" fra tutti i giardini di Palermo. Lo si capisce già dal suo nome ufficiale "Villa Malfitano Whitaker" (punto blu 3 nella mappa II).

Il parco e il palazzo al suo interno vennero concepiti e costruiti da Joseph Isaac Spadafora Whitaker. In realtà il giardino è "inglese" soltanto per metà, l'altra metà infatti è stata molto diplomaticamente allestita secondo il gusto "italiano".

La famiglia Whitaker proveniva dallo Yorkshire inglese e aveva costruito la sua fortuna grazie al vino siciliano, il Marsala soprattutto. Il video in alto mostra solo alcuni degli spazi di Villa Malfitano ma lascia benissimo intendere come la famiglia Whitaker non fosse affatto povera.

Quest'agiatezza diede l'opportunità a Joseph Whitaker (detto Pip) di coltivare le sue passioni, tra le quali spiccavano in primo luogo l'ornitologia e l'archeologia. Joseph Whitaker scoprì ad esempio l'origine fenicia e cartaginese dell'isola di Mozia e quasi riuscì nell'impresa di catalogare per intero la fauna volatile presente in Sicilia.

Joseph e la moglie Catherine (detta Tina) erano inoltre molto attivi nel sociale: fondarono infatti la Casa del Marinaio, un orfanotrofio e la prima associazione per la protezione degli animali di Palermo. Gli anni '20 del XX sec. segnarono l'inizio della fine della dinastia Whitaker in Sicilia: le loro vigne e le loro cantine vennero infatti acquistati interamente dalla Cinzano.

Dopo la presa del potere da parte di Mussolini Gran Bretagna e Italia divennero paesi rivali e ogni proprietà britannica confiscata dal governo fascista. Villa Malfitano riuscì ad evitare lo stesso destino grazie al passaggio della proprietà a Sofia (detta Tina), una delle due figlie di Joseph Whitaker, avente, a differenza del padre, cittadinanza italiana.

Sua sorella Cordelia (detta Delia) morì il 21 Luglio 1971 a Villa Malfitano come ultima Whitaker siciliana. Lasciò la Villa, come pure l'isola di Mozia, per testamento alla Fondazione 'Giuseppe Whitaker'. alla quale dobbiamo oggi la possibilità di visitare questa fantastica villa.

A chi volesse approfondire la storia di questa famiglia anglo-siciliana, e di conseguenza anche quella recente della Sicilia, consigliamo vivamente la lettura del libro pubblicato nel 2012 da Raleigh Trevelyan "Principi sotto il vulcano".

Castello della Zisa

Inviare il video "La Zisa e La Cuba - Palermo"

Su TripAdvisor di commenti entusiastici sul Castello della Zisa (punto blu 4 nella mappa II) ce ne sono davvero pochi. Le aspettative create dalle guide vengono infatti puntualmente deluse.

C'è qualcosa che non va e in qualche modo non ne siamo sorpresi: la Zisa infatti può a prima vista sembrare un antico monolite senza fascino, soprattutto per tutti quelli che hanno già visto precedentemente altri monumenti normanni come il Palazzo dei Normanni o la Cattedrale.

Il fascino della Zisa risiede più che altro al suo interno e nella storia che porta con sé, risalente a circa mille anni fa, periodo in cui i Normanni avevano conquistato l'isola e configuravano Palermo come nuova capitale del loro regno.

Dopo il lavoro svolto durante la giornata anche i sovrani Normanni amavano rilassarsi nel verde. Guglielmo I non faceva eccezione e promosse la costruzione di un castello di caccia nelle foreste subito fuori Palermo. Fu così che nacque la Zisa. Quando visitiamo oggi la Zisa dobbiamo immaginarcela perciò circondata dal verde e non dal caos e dallo smog delle strade palermitane.

Un castello del genere circondato dal verde era davvero molto bello, aveva però il difetto di surriscaldarsi eccessivamente durante l'estate. Fortunatamente per i Normanni, molti Arabi erano rimasti sull'isola anche dopo esser stati sconfitti e così fu proprio a loro che Guglielmo I poté commissionare la costruzione dell'impianto di climatizzazione allora più all'avanguardia per il suo castello.

Faceva tutto l'acqua: il tetto della Zisa è un'enorme cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Durante gli aridi mesi estivi quest'acqua veniva convogliata attraverso i muri in delle piccole fontane. I muri restavano in tal modo freschi e la leggera nebbiolina che si creava faceva da tonico. Per rendere tutto ancora più magico si soleva convogliare la luce verso l'acqua, in modo che questa scintillasse e creasse piacevoli effetti visivi.

Tutto ciò è oggi purtroppo soltanto un ricordo, a esclusione dei canali esterni, delle vasche e delle fontane che si possono ammirare ancora. Inutile dire che per tutti gli appassionati di architettura una visita al castello della Zisa è un must. Per chi volesse approfondire consigliamo anche la lettura del testo "La Zisa di Palermo" di Giuseppe Bellafiore.

Mercato del Capo

Inviare il video "Il Capo - Mercato Storico Palermitano"

A differenza della Vucciria il mercato del Capo è un luogo vivacissimo, per tutta la giornata e tutti i giorni. Un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto in puro stile palermitano (punto blu 5 nella mappa II).

Qui infatti non troviamo soltanto frutta e verdura, bensì (quasi) tutto quello che può servirci, offerto e reclamato nel classico stile palermitano, con l'aiuto di gesti e grida che soltanto gli abitanti della città riescono a capire.

Non pensate quindi di poter fare una pausa al Capo, se non bastasse infatti la baldoria creata da venditori e clienti, dovrete anche stare attenti a scansare i mille motorini che saettano per il mercato.

Niente paura però, il posto ideale per una sosta si fa sempre più vicino e vi aspetta proprio all'uscita del mercato: un bar che sembra un miraggio in piazza Vittorio Emanuele Orlando (punto marrone 2 nella mappa II). La piazza molto grande e tranquilla è anche zona pedonale.

Direttamente dal bar potrete osservare l'enorme Palazzo di Giustizia dirimpetto, un edificio che salta subito all'occhio per la sua architettura proto-fascista. Ma in questo caso l'esteriorità è l'ultima cosa che conta, ad importare sono infatti le lotte che la Giustizia e i suoi rappresentanti hanno combattuto all'interno di quell'edificio a partire dagli anni '70.

Le lotte contro i criminali mafiosi che nulla hanno potuto contro la Giustizia, nonostante la storia che li vedrebbe agire in principio, come dei Robin Hood siciliani. Caso vuole che questa leggenda sia legata proprio al mercato del Capo. O meglio ai canali e alle caverne che vi si trovano al di sotto, ritenuti gli spazi in cui si muovevano i membri della setta dei Beati Paoli.

I Beati Paoli toglievano ai ricchi per dare ai poveri, almeno stando alla leggenda e alle mancate smentite dell'apparato mafioso. Ad ogni modo, di prove concrete dell'esistenza dei Beati Paoli non ce ne sono, e men che meno delle loro "buone" azioni.

I canali e le caverne quelle invece sì che ci sono realmente sotto il Capo. E' ciò che è rimasto degli antichi Qanats, un rudimentale sistema di acquedotti la cui origine si deve agli Arabi. Senza i Qanats, ad esempio, la coltivazione dei limoni – anch'essi portati in Sicilia dagli Arabi – non sarebbe stata possibile. Le caverne nei pressi del Capo non sono comunque unicamente i resti dei Qanats ma anche catacombe, cripte o "camere dello scirocco", una sorta di cantina ventilata in cui i ricchi palermitani del passato si ritiravano nei giorni di canicola.

Porto

Palermo - Porto Pin it

Guardando la cartina di Palermo la cosa che più salta all'occhio è sicuramente quel bitorzolo blu con il quale il Mediterraneo sembra proprio entrare in città (punto marrone 6 nella mappa II). E' poi altrettanto facile immaginare che proprio da qui sorse la città di Palermo e che per molto tempo quel bitorzolo sia stato il porto della città.

Goethe vi approdò nel pomeriggio del 2 Aprile 1787 e, sopraffatto dalla vista della città, scriveva: "Non cedemmo all'impazienza di scendere a terra, ma rimanemmo sul ponte finché non ci cacciarono; dove avremmo potuto, altrimenti, sperare un simile punto di vista, un momento così esaltante?"

Proprio lì troviamo oggi il porto turistico della Cala. Potete vederlo benissimo impostando la mappa II nella modalità "Sat" e zoomando attorno al punto marrone 6. La Cala ha subito dei lavori di ammodernamento soltanto di recente e da allora è diventata uno dei fiori all'occhiello della città. Chissà, forse un giorno i bus turistici fermeranno anche qui e inaugureranno una nuova attrazione.

Intanto però la fermata B7:Porto dei bus turistici si trova proprio al porto nuovo di Palermo. I suoi moli sono così grandi da poter accogliere persino le enormi navi da crociera; pensiamo quindi che sia una buona idea quella di dotare un porto così frequentato come quello di Palermo di questo servizio, affinché i crocieristi possano facilmente prendere il bus senza dover percorrere nessuna strada complicata.

Ai viaggiatori che preferiscono ammirare i monumenti di Palermo in piena autonomia consigliamo invece la nostra passeggiata alla scoperta di Palermo.

Cartoline da Agrigento

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Data ultimo aggiornamento: 15 aprile 2017